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Internet e la poesia

La frequentazione di siti letterari è stata ed è per me, come penso per tanti, fonte di esperienza e conoscenza. Nel contatto virtuale con numerosi autori ho avuto modo di accostarmi a sensibilità diverse oltre che a mondi, vite, vissuti oltremodo vari e questo ha arricchito la mia percezione della vita in generale. Potrei elencare tante cose che hanno inciso sulla mia interiorità e non è escluso che un discorso in tale senso più approfondito lo riprenderò, se mi sarà possibile, in altro momento. Per ora qui voglio fermare alcune considerazioni sulla poesia e sui poeti così come li ho visti o creduto di vedere nei siti fioriti in numero cospicuo, direi esorbitante, su Internet.
Intanto un primo mio convincimento è letteralmente saltato e cioè che la poesia non avesse più estimatori e fosse condannata all'estinzione in breve volgere di tempo.
Essa, invece, si è rivelata più viva che mai raccogliendo consensi al limite della straordinarietà.
Però (i però non mancano mai) c'è anche da dire che questo culto della poesia non ha alcuna ricaduta sul mondo editoriale dal quale alla poesia è riservato un ruolo molto marginale in quanto poco redditizia sotto il profilo economico. Insomma con la poesia non si fanno, tranne rare eccezioni, grossi affari e questo spiega il disinteresse delle case editrici per questa forma d'arte.
Sempre “internavigando”* si coglie anche la sensazione che ci siano più scrittori che lettori di poesie. Tanti sentono la vocazione poetica ma, di essi, i più leggono solo le proprie opere che, nella maggioranza dei casi, pubblicano a proprie spese. Da sottolineare, inoltre, il fatto che nel mare magnum dei poeti esordienti sembrano pochi quelli che uniscono originalità e validità di contenuto a padronanza tecnica e linguistica e, ad onor del vero, con tutto il rispetto per l’ispirazione, dalla correttezza grammaticale non si può prescindere; da un poeta in lingua italiana si devono pretendere competenze linguistiche ( lessicali, morfologiche, sintattiche nonché stilistiche e metriche ) quanto meno di buon livello. E non sempre è così. Si dovrebbe allora concludere che i siti di poesia sono inutili e, pollice verso, auspicarne la sparizione? Assolutamente no. Essi esprimono una attenzione ed una affezione molto diffuse ad una delle espressioni artistiche più antiche ed importanti della nostra civiltà ed assolvono il compito importantissimo di inserire comunque in un contesto di natura intellettuale persone dotate di sensibilità e capacità comunicative che, per ragioni di diverso ordine, sono escluse dal mondo della grande cultura e dai club di nicchia. D'altro canto, stando così le cose, non ci è dato pensare che i siti poetici possano diventare vivai in cui gli editori vadano ad attingere per la scoperta ed il lancio dei fenomeni del secolo. Altri, e non sempre legittimi e condivisibili, sono e resteranno i percorsi che dall'anonimato portano alla ribalta gli autori dei best sellers, dei libri da primato di vendita, per intenderci.
Qualche conclusione possiamo trarla; la maggior parte dei siti poetici ( escludendo quelli, e ci sono, di notevole spessore ma rigorosamente riservati agli addetti ai lavori, che parlano per sé e per pochi ) finisce col soddisfare ad una vocazione umanitaria oltre, e forse più che culturale; ci si incontra virtualmente per pubblicare e leggere testi ma anche per parlare di sé e dei propri problemi traendo motivo di conforto dalla condivisione e dalla solidarietà. Si crea un bel clima dal sapore fortemente umano ed amicale, salvo sperimentare in taluni casi ipocrisia e falsità con conseguente delusione ed amarezza espresse con l'abbandono del sito e la fuga verso altri lidi.....dove la storia è destinata a ripetersi più o meno negli stessi termini.
Ma questo non ci deve meravigliare più di tanto; come accade nella vita reale, anche la convivenza sui siti virtuali genera delle situazioni spiacevoli; tra tante, due dinamiche, di segno opposto, si instaurano più frequentemente; da un canto nascono conflitti tra autori o gruppi di autori che hanno come causa scatenante l’invidia, la voglia di sopraffazione, il desiderio di emergere a tutti i costi, la convinzione di valere più degli altri e di poter giudicare tutto e tutti in forza di una presunta supremazia spesso destituita di ogni fondamento e giustificazione, dall’altro si crea tra gli autori una sorta di tacito accordo per cui ci si blandisce reciprocamente cosicché i commenti si riducono ad un elenco di lodi sperticate e non sempre rispondenti al valore reale delle opere proposte. Sono entrambi i casi da stigmatizzare come negativi e di ostacolo al buon andamento del sito.
Ad evitarli occorrerebbero, nella organizzazione e alla guida delle community letterarie, figure di controllo o, meglio, di garanzia, in grado di essere super partes ma soprattutto di tenersi in disparte, dotate di buon senso, di spirito di tolleranza, di rispetto per la libertà degli altri, capaci di coniugare autorevolezza ed elasticità, senza derive autoritarie che contrastano con il vero interesse per la scrittura e, nel caso specifico, per la poesia. È triste, infatti, rendersi conto che la modalità più frequente per risolvere le questioni e le polemiche che nascono tra gli iscritti ai siti è quello di far sparire ( bannare è il termine in uso) i presunti responsabili, anche se di riconosciuto valore e con un indice di gradimento elevato. Ma questo è un altro discorso ed esula dagli intenti sottesi alle riflessioni da me qui condivise con gli amici di O.S.
Un’altra considerazione vorrei esprimere prima di chiudere e riguarda la presenza assai cospicua delle donne che scrivono poesie, specie d’amore ed anche a sfondo erotico, segno dei tempi che fanno registrare una costante progressiva evoluzione del mondo femminile teso alla conquista di spazi e ruoli , nonché di comportamenti ed atteggiamenti un tempo di esclusivo appannaggio maschile. Si pensi alle origini della poesia, in cui la donna era solitamente solo fonte di ispirazione e oggetto del canto dei poeti, condizione perpetuatasi a lungo ritardando l’esordio femminile nel mondo letterario, con una partecipazione, peraltro, sempre quantitativamente alquanto limitata. Le cose poi si sono significativamente modificate ed oggi anche siti di poesia, diciamo amatoriali, vantano un tasso di produzione poetica al femminile piuttosto rilevante di cui le donne possono e devono essere orgogliose.



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Non so se questo verbo è utilizzato ma se fosse un mio neologismo non mi dispiacerebbe visto che è bello.




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Opera scritta il 24/10/2017 - 14:57
Da Aurelia Strada
Letta n.510 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Ti ringrazio per il tuo gradito commento.Buona notte Aurelia

Aurelia Strada 26/10/2017 - 22:51

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Riflessioni profonde, ben espresse e molto condivise.. Molto brava

Francesco Gentile 26/10/2017 - 19:25

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Grazie anche a te, Mimmi e serena notte. Aurelia

Aurelia Strada 25/10/2017 - 21:18

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Tutto vero e pienamente condiviso oltre che scritto benissimo.

Mimmi Due 25/10/2017 - 16:16

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A tutti un affettuoso grazie e l’augurio di una serena, lieta giornata. Aurelia.

Aurelia Strada 25/10/2017 - 08:57

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Complimenti, ho letto con interesse il tuo racconto e mi sono convinto che dici tutte cose giuste. Una serena notte a te e ogni bene.

Paolo Ciraolo 24/10/2017 - 22:13

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Sei stata esauriente ed hai sollevato effettivi problemi , che esistono in tutti i siti, fatte poche eccezioni.
Certo é che lo spirito della poesia dovrebbe guidare coloro che pubblicano, invece spesso si assiste a Delle scaramucce infantili.
Leggo sempre ciò che scrivi ed anche oggi non ti sei smentita, sei stata chiara e perfetta.

Teresa Peluso 24/10/2017 - 22:12

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Il telefono mi ruba le stelle!

Grazia Giuliani 24/10/2017 - 21:13

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Aspettavo una tua pubblicazione dato che mancavi da alcune settimane,
non a caso lo hai fatto oggi per esprimere le tue opinioni, lo fai con chiarezza e conoscenza,apprezzo le riflessioni che di nuovo leggerò e grazie della considerazione finale sulle donne, noi.
Con stima ti saluto e auguro una buona serata!
5*

Grazia Giuliani 24/10/2017 - 21:12

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