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Tagli indiscriminati.

Tancredi Gulgattone amava correre la notte al parco del Valentino. Solitamente usciva di casa verso mezzanotte, entrava nel parco passando dall'Arco monumentale all'Arma di Artiglieria e si perdeva per un paio d'ore nelle strade all'interno del polmone verde lungo il fiume Po.
Ippolito Cimmarota adorava correre al mattino presto al parco del Valentino. Solitamente usciva di casa verso le cinque del mattino entrava nel parco passando di fianco al Monumento ad Amedeo di Savoia e si portva sul fiume passando per Viale Virgilio. Lo spettacolo che si trovò davnti quando giunse in prossimità della sede della Reale Società Canottieri Cerea fu devastante. Erano le 5,25 del mattino. Alle 6,15 il Vice Questore Ermanno Colnago arrivò sul posto. Il Dottor Scannabufali, medico legale, stava analizzando una testa umana, posta a circa un metro dal resto del corpo del povero cristiano decapitato.
"Dottore, buongiorno"
"Ermanno, buongiorno a lei"
"Con cosa lo hanno decapitato?"
"Non posso essere ancora preciso. A gludicare dalla nitidezza e dalla precisione del taglio azzarderei che si tratta di una scimitarra".
Il Vice Questore si rivolse all'Ispettore Claudio Tornabuoi
"Ispettore, buongiorno, abbiamo le generalità del morto?"
"Dottore, buongiorno, come può notare è vestito da jogging e non ha nulla con se."
"Strano, niente documenti e niente chiavi di casa?"
"Niente di niente"
"Chi ha trovato il cadavere?"
"Il Dottor Ippolito Cimmarota, dentista, tre volte alla settimana viene a correre al parco, non conosce la vittima"
"Ispettore, non lo devo nemmeno dire, solita routine, interroghiamo tutti e vediamo di capire chi è il decapitato, sono abbastanza certo che abiti in zona".
Passarono alcune ore, il Vice Questore era rientrato in ufficio e stava smaltendo la burocrazia. Bussarono alla porta.
"Avanti. Ah Ispettore è lei. Novità?"
"Dottore, abbiamo il nome del morto, Tancredi Gulgattone, residente in Corso Cairoli 65, sesto piano, di professione Avvocato"
"Bene, le faccio avere il prima possibile l'autorizzazione del GIP per procedere alla pequisizione del suo appartamento. Dove ha l'ufficio?"
"Il Gulgattone era socio dello Studio Fufantelli & Associati che ha sede in Piazza Statuto 55"
Il Vice Questore emise un fischio.
"Minkia Ispettore, quello Studio Fufantelli?"
"Esattamente Dottore, ci parla lei?"
"Si ci vado io, grazie Ispettore"
Ermanno Colnago, Vice Questore a Torino da più di 15 anni era divorziato da sei mesi.
Era stato sposato per nove anni con Eleonora Fufantelli, figlia dell'Avvocato Agenore Fufantelli, uno dei più famosi penalisti italiani. L'ex moglie, ovviamente avvocato, lavorarva nello studio del padre.
Il Gulgattone doveva essere arrivato da poco in quanto Colnago non ne aveva mai sentito parlare, non è che frequetasse spesso il luogo di lavoro dell'ormai ex moglie ma i collegi pù o meno li conosceva tutti. Uno poi lo conosceva molto bene visto che era stato la causa del suo divorzio.
Infatti anni addietro la moglie lo aveva lasciato per Andrea Delpacco, collega della stessa. Venne in seguito a sapere che i due erano amanti da tempo immemore, ovvero prima, durante e dopo il matrimonio tra lui e la Fufantelli. Spesso si era chiesto per quale motivo la sua ex moglie lo avesse sposato. Lo chiese più volte ad Eleonora ma non ebbe mai una risposta.
Il Vice Questore uscì dall'ufficio e andò allo studio Fufantelli.
Lo ricevette Enrica Peccatore, segretaria tutto fare.
"Dottore buongiorno, cosa la porta dalle nostre parti?"
"Buongiorno Enrica sono quì per Tancredi Gulgattone"
"Mi spiace Dottore, l'Avvocato Gulgattone oggi non è in ufficio, ha preso un paio di giorni di ferie."
"Non credo che lo rivedrete più, è stato assassinato questa notte"
La reazione di Enrica fece capire quale rapporto vi fosse tra i due.
Infatti la segretaria tutto fare iniziò a piangere a dirotto senza nascondere la sua disperazione.
I singhiozzi della poveretta fecero uscire dagli uffici parecchi Avvocati, tra di essi si materializzò Eleonora.
"Ermanno, cosa ci fai qui? Enrica, perchè piangi?"
"Buongiorno Eleonora, devo vedere tuo padre subito, questa notte hanno assassinato Tancredi Gulgattone"
"Mio Dio, ma come? Ma quando? Ma dove? Ma perchè? Chi è stato?"
"Calma Eleonora, sono quì per fare domande proprio per capire con cosa abbiamo a che fare"
pochi minuti dopo era seduto in sala riunioni. Davanti a lui il suo ex suocero, in evidente imbarazzo, al suo fianco l'Avvocato Roberto Pulpito, socio storico del prestigioso studio.
Prese la parolola l'Avvocato Agenore "Ermanno, cosa è successo?"
Colnago fu lapidario.
"Questa mattina Tancredi Gulgattone è stato decapitato, probabilmente con una scimitarra, mentre faceva jogging al parco del Valentino"
Guardò con attenzione i due soci per notare i segnali, percepì solo imbarazzo e sgomento.
Il suo ex suocero era una persona per bene e da sempre era stato un esempio di correttezza e senso della giustizia, era stimato da amici e nemici.
Chiaro è che gli avvocati penalisti di nemici ne hanno parecchi.
Dalla riunione seppe che lo studio si era completamente riorganizzato.
Molti componenti della squafra che lui aveva conosciuto non erano più della partita.
Seppe che l'Avvocato Delpacco aveva lasciato lo studio e si era trasferito ad Ancona ove aveva rilevato lo storico studio degli avvocati Rumolo e Revlon.
L'Avvocato Gulgattone era con loro da circa sei mesi e si era distinto per le sue indubbie capacità.
Chiaramente bisognava studiare i casi che aveva seguto per capire se vi si poteva identificare una pista credibile.
Il Vice Questore salutò gli astanti ed usci.
Aveva ascoltato tutti con estrema attenzione ma ne era uscito con una sensazione che non sapeva definire.
Avevano tagliato la testa ad un avvocato arrivato da poco a Torino, costui lavorabva in uno studio prestigioso ed i casi seguti erano sicuramente efferati.
Colnago sentiva che questo omicidio veniva da lontano e che nulla aveva a che fare con gli ulimi mesi di vita del Gulgattone.
Ma erano solo sensazioni.
Passarono un pao di settimane e non vi furono progressi evidenti nelle indagini.
Il Vice Questore venne svegliato alle tre della mattina.
"Dottore scusi l'ora, sono Tornabuoi, abbiamo un'altro cadavere, stesso modus operandi"
"Cazzo Tornabuoi non si scusi, ci mancherebbe, sappiamo già chi è la vittima?"
Ci fu un attimo di silenzio.
"Allora mi ha capito? Sappiamo già chi è la vittima o no?"
Finalmente Tornabuoi parlò.
"Lo sappiamo Dottore. Si tratta della sua ex moglie"
Adesso a fare silenzio era il Vice Questore.
Passarono parecchi secondi.
"Dove siete?"
"Al parco della Pellerina, ingresso ovest, sotto i campi da calcio"
"Vi raggiungo".
Il Vice Questore dopo aver chiuso la comunicazione rimase seduto sul letto senza sapere bene cosa fare.
La sua ex moglie era appena stata decapitata e lui aveva un milione di miliardi di domande che gli frullavano nel cervello.
Non se ne rendeva ancora conto ma era disperato.
Si fece forza e si recò sul luogo del delitto.
Espletate le pratiche del caso andò in ufficio e raccolse la squadra investigativa.
"Allora visto e considerato che non abbiamo trovato nulla nei casi seguiti dal Gulgattone dubito che troveremo una pista nei casi seguti dalla Dottoressa Fufantelli. Secondo me questi due omicidi hanno una qualche matrice esterna al mondo del loro lavoro di avvocati. Ho deciso che andrò ad Ancona per fare 4 parole con l'Avvocato Delpacco. Voi nel frattempo studiate i casi della mia ex moglie. Non è comunque corretto non verificare tutte le possibilità".
Impartì le direttive per la prosecuzione dell'indagine, espletò la burocrazia del caso e partì per Ancona.
... continua...



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Racconto scritto il 14/10/2019 - 18:24
Da Pierfranco Bertello
Letta n.47 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


...alla prossima allora!

Grazia Giuliani 15/10/2019 - 11:16

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Piaciuto...ma perché continua dopo appena mezza paginetta?...chissà mai se leggerò il seguito, fra cinque giorni!

Giacomo C. Collins 14/10/2019 - 19:41

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