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Eravamo sei amiche al bar

Ogni mercoledì mattina mi alzavo con la certezza che quella sarebbe stata una mattinata diversa, avrebbe spezzato la monotonia e la ripetitività degli altri giorni.
Confesso che mettevo anche un po’ di cura in più nel prepararmi. Uscivo di casa verso le dieci e venti per essere puntuale all’appuntamento con le amiche per il consueto caffè, concordato per le dieci e trenta.
Mentre camminavo per raggiungere il bar ‘ Sedicinoni’, pensavo a chi di loro avessi trovato per prima, ma girato l’angolo vedevo quasi sempre, oltre lo schienale del divano, le teste di Luisa e di Annamaria . Entravo, sicura della loro gioiosa ed affettuosa accoglienza.
Gli abbracci di Annamaria erano quelli più speciali ed i più coccolosi, considerato che le sue condizioni non le permettevano di esprimersi a voce per cui i gesti avevano una valenza superiore.
Annamaria è una donna bellissima, curata, dolce dagli occhi che parlavano di gioia quando ci vedeva arrivare.
Con lei c’era sempre Luisa, la sua accompagnatrice, una ragazza bella sia di animo che di aspetto; la sua giovane età, rispetto al resto della compagnia era comunque un segno di distinzione, ma che non le creava alcun imbarazzo , tanto che un giorno ci confessò che lei si divertiva di più con noi che con le proprie coetanee.
Quasi dappresso ecco che arrivava Rosa con il suo carrellino della spesa, un’età importante, ma ben portata, malgrado i problemi di saluti sia presenti che passati e non da meno quelli familiari. Sempre felice di stare in mezzo a noi e di raccontarsi.
Il più delle volte, Antonia ed Antonietta, essendo vicine di condominio, arrivavano insieme a braccetto.
Antonia, una bellissima signora, bionda, curata quanto basta con stile e buon gusto, ex insegnante di matematica, persona dolce ed umile, ma molto ligia ai sani principi, sempre disponibile ad aiutare gli altri nonché all’ascolto, meriti non sempre facili da trovare.
Con lei oltre a condividere questi caffè, abbiamo anche la stessa passione allo studio del Vangelo ed a questo fine frequentavamo ( per ora sospeso) entrambe da molti anni, ogni giovedì sera, un corso di esegesi biblica.
E’ una bella persona che passa dalle riflessioni profonde al karaoke ed al ballo, a volte, io e lei, lo facciamo anche per strada, ma non ditelo a nessuno,le cantate migliori le facevamo in macchina.
Antonietta , napoletana doc, dal cui aspetto traspare tutta la bellezza della sua gioventù, bella mora e perennemente con gli occhiali da sole. Allegra, spiritosa e all’occorrenza anche sagace, frequenti erano i divertenti botta e risposta col proprietario del bar. Oltre alla sua gradevole personalità, spesso ci regalava dei bei momenti recitando con molta bravura: “ La livella “ di Totò, l’ultima volta che lo ha fatto fu in occasione del compleanno di Annamaria, immortalandola con un filmino by telefonino. Lei dice che lo fa per tenere allenata la memoria.
Cosa dire di Assuntina ? La più giovane del gruppo, escluso Luisa naturalmente, moglie del nostro diacono, è anch’ella una signora molto carina e simpatica, ma soprattutto dolcissima, portatrice di una realtà sana e piena di affetto e dedizione familiare.
Al momento di ordinare, ormai, la ragazza del bar conosceva tutti i nostri gusti : decaffeinato, in genere, per Antonia,ginseng per Luisa e qualche volta anche per Annamaria, caffè schiumato per la sottoscritta e normale per le altre.
Saltuariamente ordinavamo anche mezzo cornetto ciascuno, e poi si discuteva per decidere chi dovesse mangiare quella metà in più, che a volte rimaneva.
Lo spasso iniziava al momento di pagare, era sempre una gara a chi faceva prima, in seguito questa cosa era diventata una vera competizione, tanto che decidemmo di finirla con questa storia e di pagare ognuno la propria consumazione.
All’inizio qualcuna non era d’accordo, ma poi capì che era la decisione più serena.
La bellezza di questi incontri era quella, che tra l’ilarità e qualche barzelletta, riuscivamo sempre a capire quando qualcuna di noi aveva qualche preoccupazione e a parlarne, creando così quella solidarietà che consolidava la nostra amicizia.
Ora con qualcuna,il caffè me lo prendo attraverso ed in contemporanea, per video chat, non è la stessa cosa ,ma l’importante è non perdersi di vista e tenere sempre viva la nostra amicizia.
Tutte noi, speriamo di tirare fuori dal frigo tutte le nostre belle e sane abitudini di qualche tempo fa, sospese da questa quarantena che si annuncia lunga, per poter riprendere dai “ Sedicinoni”e non è uno scherzo,ma vita semplice e reale!



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Racconto scritto il 30/03/2020 - 14:20
Da santa scardino
Letta n.184 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


La complicità spesso caratterizza i rapporti di questo genere ed esprime l’intensità della forza che unisce noi donne. Anche io sovente preferisco la compagnia di amiche che stimo e trovo più divertenti rispetto agli amici maschi.
Ciao Santa

GiuliaRebecca Parma 04/04/2020 - 17:55

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Mi hai ricordato una mia vecchia abitudine...ritrovarsi al bar tra amici con la scusa di una partita a scopone. Bello e scritto molto bene

Mirko D. Mastro(Poeta) 01/04/2020 - 12:48

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I miei complimenti per uno scritto che sottolinea se sia il tempo a cambiare le cose o un accidente inaspettato e vile. O hanno il potere entrambe le cose? Non so ancora rispondere. Ma hai fatto bene a regalarci un ricordo abbastanza comune a tutti noi tuoi lettori.

Ernesto D’Onise 31/03/2020 - 18:19

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Semplici ritrovi tra amiche che mancano molto anche a me...Ne hai ben descritto l'atmosfera, che è vero, sa di antico, ma credo sia invece attuale...anzi lo era...
Ritorneranno questi bei momenti...!

Grazia Giuliani 31/03/2020 - 16:28

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Un bel racconto che descrive molto bene l'ambiente in cui si svolge una frazione di vita ed i caratteri dei protagonisti di questa semplice ma inportante e sincera amicizia, che riesce comunque a mantenersi viva malgrado le vicissitudini che stiamo vivendo. Brava, complimenti

Francesco Scolaro 31/03/2020 - 11:38

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Bella questa amicizia che rimane anche in tempi difficili...noi maschietti siamo meno "fraterni"...io magari no, ma in genere...brava, bel racconto.

Giacomo C. Collins 31/03/2020 - 10:30

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Un racconto che ha in sé tutti i contenuti, tra personaggi e situazioni che compongono la vita reale, trasformandola in parole. Incontri di emozioni e personalità che danno colore e legano tra loro. Come sempre...BRAVISSIMA. Ciao Santa

Gianny Mirra 30/03/2020 - 23:59

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Bel quadretto dal sapore antico. Complimenti.

Ernesto D’Onise 30/03/2020 - 23:59

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Una bella abitudine trovarsi tra amiche al bar per condividere momenti di vita e sorseggiare insieme il caffè in un allegro dialogare che questo brutto periodo ha trasformato in una virtuale chat. Un ottimo racconto molto scorrevole, brava, brava!

Maria Luisa Bandiera 30/03/2020 - 17:44

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Grazie Anna Maria e Giuseppe....si riprenderemo!

santa scardino 30/03/2020 - 16:33

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Grazie Anna Maria e Giuseppe....si riprenderemo!

santa scardino 30/03/2020 - 15:57

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Questi ritrovi di “belle”donne al bar è diffuso anche dalle mie parti; tu hai saputo ben descrivere le personalità e la positiva atmosfera che si instaura.Sono queste splendide abitudini che ci mancano....ma le riprenderemo.Ciao Santa

Anna Maria Foglia 30/03/2020 - 15:54

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Il valore dell'amicizia è esposto con grande genuinità, senza ipocrisie ne' retorica. Nessuna dei "personaggi" è fuori "posto", tutte risultano allineate dalle giovani alle meno giovani. La narrazione quindi è vera, proponendo un argomento che avvince nella sua semplicità, grazie ad un esposizione attenta e corretta, il tutto in una sorta di monicelliana "Amiche mie" ma senza i famosi scherzi il tutto condito da una consapevolezza condivisibile.
Uno dei tuoi lavori in prosa migliori.
Brava!!!

Giuseppe Scilipoti 30/03/2020 - 15:51

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"Eravamo sei amiche al bar che volevano spensierarsi un mondo"
Cara Santa, sei circondata da belle persone, il vostro luogo di ritrovo "Sedicinoni" e voi come delle ragazze sedicenne a passar ore liete accantonando magari le dovute difficoltà della vita. Questo è il perno del testo, con un titolo perfetto che omaggia il grande Gino Paoli. La scrittura è fluida, sa di quotidiano con un una chiusa che in un certo senso lo rivendica dato il gravoso periodo attuale (segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 30/03/2020 - 15:37

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