RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

-PRIMI TURBAMENTI-


Un giorno l’eccesso mi si presentò sotto forma di fulgida creatura,una grazia che ricevetti con dionisiaca magniloquenza,contenermi parve una soluzione quantomeno fuorviante di fronte a quel suo aspetto virgineo ed etereo.Trasalii quando impavida lei mi si avvicinò e ben presto la riconobbi nella figura di una mia sottoposta,riaccesi il vecchio desiderio ch’essa potesse farmi da meretrice,una mia devota e giovane meretrice da plagiare senza ricorrere ad arditi stratagemmi.Rientrava nei suoi servigi,quando le si diede l’opportunità,quello di recarsi nella zona mercantile,ma quel miasma dissipato da quei sudici avventori e da quel salapuzio sbavoso che si contorceva fremente dietro l’altare della sua mercanzia,non fecero che da sfregio per la sua indicibile purezza,per la sua integralità,cosa che assolutamente non tolleravo.Aspettava a me e soltanto a me dunque,infrangere quell’argine che tra di noi s’era da sempre eretto rispettando appieno le nostre rispettive posizioni,così volli salv... (continua)

Mirko Faes 22/07/2020 - 18:03
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A dorso d'un secolo senza soma


Secolo che va,
corri
a scordar l'amore tra le braccia d'altre donne innamorate dei propri stupratori,
là,
dove la peristalsi dell'aria paludosa dei ricordi porta l'odore della decadenza
e,
negli afrori della percezione oclocrastisca, si perde il suono di violini zingari tra il blues e la statale.

Stagioni intere sulle massicciate e i cadaveri degli accapo che sbuffando si confondono nel vapore di una locomotiva al chiaro di una luna sempre troppo lontana e così...
Grande.
Quel giovane,
smargiasso eppure magro,
come quella luna, indifferente e freddo,
non si fa raggiungere mai, sempre in corsa dietro a quel sorriso morto dentro come luce fioca nata millenni orsono:
catastrofico e bellissimo d'una bellezza empia - benché pura - nel silenzio della notte.

Nella semplicità di un sudario, come mosche sul cibo marcio, si accumulano i giorni di gioventù orinati fuori dal fiume del tempo e, spersi,
come gocce di nebbia restano sospesi velando quei tempi antichi di capriole e ... (continua)


Filippo Di Lella 08/07/2020 - 18:55
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ad Anjia P. Ettorova, con tutta la mia banalità


Quand'è mezzanotte
mi piace star fuori,
sentire il rumore,
lo sferragliare dei treni,
la sirena della stazione,
mi piace
immaginare la polvere di carbone,
quasi la vedo posarsi;
mi piace star fuori ma,
oggi,
sei tu a tenermi fuori,
ti rinchiudi,
nei tuoi silenzi
il rombo del treno è rimorso,
la sirena rimpianto,
la polvere nel cuore
e tutto piange rabbia,
sconforto,
sconfitta, delusione.

I passanti ridono nei colbacchi.

L'aria fresca porta pioggia,
sarà la solita, stupida,
tempesta.
Nel vento aleggia un aquilone,
forse una lanterna,
non saprei,
è in alto e la guardo,
mi perdo
un brivido d'universo
sulla mia pelle d'oca,
sono fuori dai tuoi pensieri,
non ho più la chiave
e tu non apri,
sto fuori vestito come ad agosto
ma s'è fatto ottobre
e nessuno m'ha avvisato
e tu non apri,
resto fuori
è gelido il sapore del disappunto,
piove collera, silenzio,
quale antenato di ghiaccio ti generò?

Non avevo mai pensato
che da un fiore nascesse il tem... (continua)


Filippo Di Lella 19/07/2019 - 15:38
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Al pascolo


Portami tra gli animali: prendi una nuvola, un batuffolo di cotone e il buon umore -ne uscirà un Alpaca- e lì, tra le valli assolate, sarà dove sorrideremo.
E come due piccoli Thoreau impareremo di nuovo a vivere.... (continua)

Filippo Di Lella 05/11/2020 - 14:37
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Al ristorante....


Vide l'oste arrivar la coppia senza parlar a seder per magnà. I volti spenti con lo sguardo di chi se sta a sopportar. -Eh no, così non se fa-, disse a se stesso. Ora ci penso io a farli scaldar. - Signori ben arrivati, buon giorno, che ve posso portar-? Gli occhi si unirono ma senza voglia di parlar. Un po aspettò, poi l'ostwe non tardò.

Vide l'oste arrivar la coppia senza parlar a seder per magnà. I volti spenti con lo sguardo di chi se stà a sopportar. -Eh no, così non se fa-. Disse a se stesso. Ora ci penso io a farli scaldar. -Signori ben arrivati, buon giorno, che ve posso portar-? Gli occhi si unirono ma senza voglia di parlar. Un po aspetto, poi l'oste non ... (continua)


Massimo Tovagli 21/03/2019 - 18:42
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Al vento (per la modernità)


Ti immagino lì
davanti al tuo schermo
scrivi il tuo pezzo col corpo grigio,
intonso,
coperto d'odio anch'esso intonso,
puro d'una purezza strappata
ad un omicidio ideale,
sul tuo volto illuminato dal freddo
siede un ghigno, da esso uno sputo
che affonda l'ossa nella superbia adirata del potente,
mi chiedo quale mano mosse la tua a ciò?
Ti vedo là seduta,
ti vedo rotta ad ogni compromesso,
pronta a sconsacrare tutto
ciò che predichi
così piena di soddisfazione
che rieccheggia nei cuori pavidi
del tuo seguito.

Del bello ho capito che è spietato,
crudele e senza equilibrio,
una dea pallida,
la Bellezza,
d'efferato effetto e nasconde
insinuato nel rifiuto morale
un cuore di serpi,
un cumulo di veleno come un velo
che distrae dalla verità.
E tu, Dea,
autocelebri la tua retorica stanca,
ecco che il biancore da candido
inizia a scurire e ciò che immagini puro
non è puro
e affonda le mani nel fango primordiale
e nel contempo ciò che era nero
d'inchiostro ... (continua)


Filippo Di Lella 23/12/2019 - 13:57
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AMORE IMPOSSIBILE


Ti amo, ti ho sempre amato e tu lo sai. Ti ho osservato ogni secondo, ogni minuto, ogni ora e tutte le notti sogno ancora un tuo sorriso, un bacio o una carezza, perché non riesco a lasciarti andare.
Adoro ogni cosa di te: i tuoi immacolati rilievi appuntiti, belli da guardare come da scalare e le tue vaste pianure, intervallate da boschi profumati dove poter riposare. Amo quei rivoli d’acqua impetuosi che sfociano in oceani immensi, dove nuoterei come un naufrago sino a perdermi; nei tuoi anfratti misteriosi e profondi, irriverente mi insinuerei così da scomparire in un carezzevole oblio.
Anche tu mi desideri, lo capisco dal modo in cui mi guardi e, pur temendomi, hai bisogno del mio caldo abbraccio come necessario ossigeno per vivere. Purtroppo so bene che, se provassi ad avvicinarmi, ti distruggerei, allora mi limito ad ammirare da lontano la tua inarrivabile bellezza, soffrendo in silenzio.
Per questo motivo non posso accettare che gli uomini, fortunati ad averti vicina, non ti ... (continua)

PAOLA SALZANO 14/06/2019 - 12:50
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Ancora una poesia


Ancora una poesia

E quando Dio verrà sulla terra a chiudere tutto
a guisa d' un vecchio custode di palestra
o d' un sorvegliante d'una importante villa in riva al mare
o dell'officina di un devoto a sant'Andrea,
pur ci sarà in qualche parte del pianeta un poeta,
raggiunto il traguardo dell'ultimo affanno della sua storia personale
e con la penna o la matita in mano o appoggiata sull'orecchio destro
ed il taccuino aperto pronto a ricevere i dati,
correndo il poeta incontro all'infinita meta dirà a Dio:
"Aspetta un momento! Voglio scrivere ancora una poesia!”.

(in ricordo di Ernest Hemingway)... (continua)


Ralph Barbati 25/09/2021 - 20:16
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Arterìa -Poetando dallo stambugio


In uno dei miei viaggi in gioventù passai del tempo alla Bodeguita del Medio dove lessi tra foto, firme nelle pareti, graffiti
“Non ci vuole niente a scrivere. Tutto ciò che devi fare è sederti alla macchina da scrivere e sanguinare”, Ernest Hemingway.
Non so dire perchè mi sovvenne Oscar Wilde “È triste. Metà del mondo non crede in Dio, e l’altra metà non crede in me”


Hai gettato
la poesia nel dimenticatoio
alla maniera del salariato
le olive nel frantoio.
Allorquando adagi il lapis
sul foglio, tuo suolo adusto
nello stambugio delle anticaglie
biasimi i versi ad aver un posto.

Sostennero certuni
esimi colleghi,
palesando i propri
irriverenti dinieghi.


“Ci sono due modi per disprezzare la poesia: uno è disprezzarla, l’altro è leggere Pope” (Oscar Wilde)

Dove i raggi
dell'immaginazione giocano,
le morbide immagini
della memoria sfocano
(Alexander Pope)... (continua)


Mirko D. Mastro 28/12/2020 - 19:36
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Arterìa- Poeta al setaccio


In una bettola di Santa Clara, durante un viaggio di tre settimane alla ricerca di me stesso, continuavo a ripensare a una frase che tenevo in un foglietto nella scatola dei cerini
“Se guarderai a lungo nell'abisso, anche l'abisso vorrà guardare in te“, Edgar Allan Poe a proposito della scrittura


Il poeta, taluno, tenendo un verso
in ventre tocca la carta con la mano
sinistra e con la destra aziona
la penna; e si desta quando è notte.
Con lo strumento ad arco il musico,
in grembo, tocca le corde con la mano
sinistra e con la destra aziona l’archetto.
Mi ricorda i suonatori di crotte.
Il poeta, talaltro, tenendo gli occhi
al cielo tra la striscia bianca lasciata
da un aereo di linea e quella sul tavolo,
fissa un verso sulla ricevuta della spesa.
Fisso un verso sul banco con la morsa
e limo di raspa strisce come di segatura.
Dorme il poeta… uno sbadiglio
si appoggia sulla candela ancora accesa.


“Provare entusiasmo per Poe è segno di uno stadio di pensiero deci... (continua)


Mirko D. Mastro 30/12/2020 - 20:24
commenti 15 - Numero letture:360

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