RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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Il Batavo Attraversava la piazza: non mi sembrava cambiato.
Magro come lo avevo conosciuto quando da ragazzetto frequentava l'istituto per geometri. La chitarra era la sua altra passione, perlomeno sembrava così nei primissimi anni novanta. Poche parole scambiate però mi hanno fatto capire quanto poco invidiabile considerasse lui, la sua vita che sembrava piana, ma aveva scoperto quanto giocasse d'azzardo. Glauco Ballantini 10/02/2016 - 08:29 commenti 14 - Numero letture:1703
Effetto Cinema La Parini era l’amica delle medie. Insieme alla Tresconi erano sedute nel banco davanti a me e l’Abbati, e c’era davvero un bel rapporto, tutto racchiuso durante le ore scolastiche, ma molto complice e collaborativo.
Come la Tresconi era l’amica della scuola; dall’aspetto riservato, abitava sul viale Carducci in una palazzina indipendente. Esperta di matematica e inglese nel lavoro di gruppo. Aveva un fascino sorridente; sarà stato per quel dente leggermente inclinato che dava al sorriso un fascino particolare, i capelli neri e mossi di media lunghezza e gli occhi verde scuro. Al termine delle medie era diventata una ragazza elegante. Un fascino irraggiungibile alla Claudia Cardinale. “Vaghe stelle dell’Orsa…”
Glauco Ballantini 13/02/2016 - 07:38 commenti 7 - Numero letture:1413
Assenza “Vado a vedere partire la funicolare!” mi disse Alberto correndo verso l’ingresso della piccola stazione.
Una piccola corsa nel vialetto in discesa e lo vedo entrare, salendo lo scalino, nella saletta d’ingresso. Alcuni secondi dopo entro anch’io ma non lo vedo. Lo comincio a chiamare, ma niente. Allora passo il tornello d’ingresso e lo cerco verso la carrozza in attesa della partenza, poi in un ingresso secondario che porta alla sala motrice. A quel punto vado a chiedere se qualcuno, sulla carrozza lo avesse visto. La tensione sale e l’agitazione che già avevo, come una corsa ansante, l’avevo trasmessa anche ai viaggiatori che cominciano ad alzarsi e guardare dentro e fuori dal vagoncino, sotto la carrozza e nel fossato scosceso. Il manovratore interrompe le operazioni di partenza. Dopo minuti interminabili, tornando indietro verso l’uscita, lo vedo uscire dietro l’anta rossa a vetri che sorride, come per dirmi: "Vedi, ti saluto". Glauco Ballantini 22/04/2016 - 12:32 commenti 5 - Numero letture:1417
Ottantasei passi Ottantasei passi per quarantadue, tali erano le dimensioni del magazzino da controllare, dall’esterno, dal caporale Bastiano del secondo reggimento del “Genio Pontieri”.
La guardia l’aveva già fatta a quei magazzini, ma di giorno, durante l’estate e non era andata male; un bel turno all’aria aperta, girando intorno all’edificio numero due. Che cosa contenevano di così importante quelli edifici accanto al vecchio convento trasformato in caserma? “Armi ed equipaggiamento per armare cinquemila soldati in caso di necessità” - gli aveva detto il sergente che fungeva da capoposto. Mettiamo che la Jugoslavia ci dichiarasse guerra e le sue armate irrompessero nella pianura padana, occorreva fermarle e prepararsi a combattere. “Mah, siamo nel 1990, il muro di Berlino è appena crollato, e ancora aspettiamo le orde rosse?” Pensava Bastiano. Il materiale bellico custodito era poi costituito dalla dotazione base dell’esercito, i moschetti a otto colpi M1 Garand che, per esperienza personale,... (continua) Glauco Ballantini 13/04/2016 - 08:38 commenti 3 - Numero letture:1418
La Compieta Leonetto Sarcini e la sua famiglia si chiudevano in casa alle sei del pomeriggio, dopo il ritorno del genero dal lavoro.
Mezzora dopo si mettevano a tavola per la cena, consistente in caffellatte e fette Wamar da inzupparci, poi poco altro che non fosse la TV dei primi anni ottanta. Marito, moglie, figlia e genero; l’ora della chiusura dell’appartamento era la “Compieta”. Dopo le sette del pomeriggio, suonare alla porta, comportava una procedura di apertura di mandate, chiavistelli e spranghe che inibivano chiunque pensasse di osare farlo. Capitò che una sera di pasqua la terra tremasse. Una bella scossa forte subito dopo l’ora di cena. Per gli altri, perché per la famiglia Sarcini era notte inoltrata. Glauco Ballantini 13/05/2016 - 12:15 commenti 11 - Numero letture:1526
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