RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Undici Chilometri 1. All’epoca delle ferie d’agosto, dalla fine degli anni ’60 al 1980, erano undici i chilometri che separavano Barga da Renaio, l’Ottocento dal Novecento, il presente dal passato, la realtà di tutti i giorni dalla vacanza.
Il confine fra le due realtà poteva variare, ma arrivava puntuale nel momento in cui si chiudevano le orecchie per la pressione atmosferica che diminuiva con l’altitudine e che di solito si sbloccavano poco dopo arrivati a destinazione. Undici chilometri di curve strette in una strada che era un grosso viottolo, inizialmente tutto sterrato, del quale si conosceva ogni curva, e che, con il passare degli anni, era asfaltato per tratti sempre più lunghi, traccia unica dell’avvicinamento della civiltà al piccolo paese che tardava invece a conoscere qualsiasi comodità. La località si componeva di più nuclei; il principale era Renaio con la bottega, dove si trovava il telefono pubblico a scatti collocato nell’antibagno, con buona pace per la privacy di chi telefonava. E... (continua) Glauco Ballantini 21/07/2016 - 11:05 commenti 8 - Numero letture:1508
Undici Chilometri 2. I castagni erano la caratteristica del posto, i veri protagonisti di quella parte di montagna, sovrani indiscussi di quel mondo: alcuni enormi, risalenti a secoli precedenti, avevano sfamato tutta la gente di montagna coi loro frutti ed ora erano ancora lì a produrre le castagne! Il miracolo delle castagne! Sorprendente, come dei frutti così lisci potessero albergare e uscire illesi da ricci tanto irsuti e respingenti.
I castagni erano utili a tutto; oltre che sfamare, fornivano la legna per riscaldarsi, erano artefici del divertimento per noi cittadini in occasione per le gite di un giorno, e con le foglie verdi si costruivano copricapo che ricordavano quelli degli indiani, con la loro forma appuntita come piume; erano ancora materiale per fare bastoni da passeggio, utili per le camminate, ed infine, aiuto alla caccia: quelli più vecchi e cavi all’interno erano utilizzati infatti come capanni. Uno di essi era grande come una piccola stanza ed era stato arredato alla bisogna: ci si ... (continua) Glauco Ballantini 22/07/2016 - 22:52 commenti 2 - Numero letture:1564
Undici Chilometri 3. Barga era il contraltare di Renaio; era comunque vacanza, ma quando ci andavamo, tornavamo a vivere un’atmosfera novecentesca. Si poteva fare la spesa in più botteghe, comprare il giornale, essere circondati dalle case, vedere le auto, c’era anche la farmacia e in caso di necessità l’ospedale. Solitamente ci andavamo, quando anche babbo era in ferie, ogni quattro o cinque giorni e il 16 agosto per San Rocco, in auto, ma si poteva andare anche in pullman, o meglio con la corriera che partiva dalla piazza di Renaio alle 8.00 per ripartire dalla cittadina verso mezzogiorno. Una discesa indimenticabile in auto è stata invece una sera in preda ad un attacco di asma, fu una discesa verso la farmacia su una mini guidata da una cugina di Enrico, seduto sul sedile posteriore: sembrava di fare un rally, strada completamente libera e alberi che correvano di lato e che si aprivano davanti a noi illuminati dai fari.
L’arrivo al paese avviene oggi attraverso la nuova strada, un’autostrada in conf... (continua) Glauco Ballantini 23/07/2016 - 22:55 commenti 3 - Numero letture:1651
L'isola che non c'è più (drabble) Triste storia quella di Ferdinandea, l'isola che volle uscire dalle acque del Mediterraneo, dove era nascosta sotto il pelo dell'acqua, per vedere il cielo.
Pensava di poterlo fare, per essere di aiuto ad uccelli stanchi e coraggiosi naviganti. Il problema per lei è che non apparteneva a nessuno e così l'opportunità diventò un problema. Tre nazioni se la contesero e cominciarono i venti di guerra che sostituirono le brezze marine. Navi, cannoni e morte intorno a lei. Allora decise di essere resipiscente e non resiliente tornandosene sotto la superficie del mare lasciando una inutile “secca” che nessuno contese più.... (continua) Glauco Ballantini 16/10/2023 - 09:08 commenti 3 - Numero letture:619
Cinema Aurora Era il cinema del Dopolavoro Ferroviario, un cinema dove si potevano vedere le “seconde visioni”, come in passato si chiamavano le sale che proiettavano film già proposti nelle “Prime Visioni”, nei cinema migliori, dove i prezzi erano più alti e meno accessibili. Un cinema di quartiere, di famiglia, che aveva la caratteristica di essere sia al chiuso sia all'aperto, quando d'estate cambiava il suo nome in un magniloquente “Arena Aurora” ed allietava le abitazioni intorno che potevano godersi però solo la sceneggiatura dei film essendo posizionate dietro lo schermo.
La sala era spartana, le sedie in legno molto ravvicinate e la galleria poi si raggiungeva con non poche difficoltà su per una scaletta da escurzionisti con i corridoi di perlinato e delle piastrelline degne più di un bagno pubblico che di un cinema. Decine di film visti con mio fratello ad una manciata di passi da casa, cosa che consentiva fin da piccoli di raggiungere il cinema senza essere accompagnati! Glauco Ballantini 03/06/2022 - 11:55 commenti 4 - Numero letture:1061
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