RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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Pensione Pugli Davide abitava in una pensione, anzi, sua madre gestiva una pensione, o meglio ancora dava in affitto le stanze che aveva al piano di sopra.
Sulla strada c'era solo una piccola scritta illuminata da un neon sempre scarico che la indicava, quasi a scusarsi dell'indicazione che dava. Il fascino della pensione era racchiuso nella sala che impreziosiva gli ambienti al piano terra costituiti per il resto da una strana cucina triangolare ed una stanzetta adibita a saletta per il pranzo. Nel grande salotto la luce filtrava solo da una finestra non molto ampia che faceva rimanere l'ambiente in penombra perpetua agevolata anche dal legno scuro dei mobili di epoche diverse, con il loro splendore lasciato ormai alle spalle: anche gli specchi riflettevano il buio. C'erano delle poltrone disposte senza ordine e due grandi divani di pelle spessa e rugosa come poteva esserlo quella di un elefante. La loro disposizione non solo era parallela ma erano uno dietro l'altro e ricordavano le due parti ... (continua) Glauco Ballantini 29/05/2018 - 18:16 commenti 3 - Numero letture:1356
Arrivano alle cinque Arrivano silenziosamente. Solitamente, non fanno rumore, ma entrano sicuri, senza bussare, come la primavera.
Difficilmente sono più di uno e quindi li faccio passare senza attendere, tanto sanno che l'orario è solitamente quello. Alle cinque. Quatti s'intrufolano e si presentano, qualcuno ha bisogno di darsi una sistemata, a volte si presenta in un modo ma ne esce molto cambiato. Sono un dottore perfezionista con loro. "Ah... venti... ventidue anni fa." "È vero, ora ricordo quell'occasione!" Difficilmente devo fare grandi sforzi prolungati, dopo poco li colloco; magari non nell'anno giusto ma loro, subito, mi correggono. Glauco Ballantini 16/11/2021 - 12:06 commenti 4 - Numero letture:972
Thought, Through, Although Il terrore delle superiori, l'ostico inglese che non ne ha mai voluto di entrarmi in mente e lei che ne faceva uno spettacolo.
Pensato, attraverso e sebbene da scrivere correttamente alla lavagna. Il solito Parliament, la regina e le amenità dei libri che mi avevano tormentato per tre anni delle medie e che stavano per concludersi dopo cinque anni di superiori, così almeno credevo, prima di scoprire che c'era anche un esame universitario di lingua. Unico raggio di sole della faticosa esperienza le parole che la Neda volle elargirmi l'ultima lezione dell'anno 1981, poco prima dell'esame di maturità: Glauco Ballantini 09/06/2020 - 07:43 commenti 4 - Numero letture:1167
Muretti I due lunghi muretti della socialità erano nati per dividere la parte condominiale dalla parte pubblica del selciato antistante la casa dei nonni, tra di loro un passaggio che consentiva di accedere all'immobile ed ai piccoli appezzamenti retrostanti.
Erano una sorta di lunghe panchine in cemento senza schienale sopra le quali ci si incontrava durante il giorno, una sorta di allargato soggiorno condominiale dove si ricevevano anche gli ospiti. Se qualcuno ti veniva a trovare ed eri là non era necessario entrare in casa, lo si faceva accomodare sul muretto e si univa nell'agorà. Glauco Ballantini 23/02/2017 - 18:20 commenti 1 - Numero letture:1517
Rosa in russo Stavo quasi per terminare il mio consueto giro della Fortezza Nuova prima di entrare al lavoro quando, accanto ad un cassonetto, ho visto un libro.
Un romanzo rosa scritto in cirillico al quale mancavano una metà abbondante delle pagine. Accanto ad esso una serie di libri scolastici seminuovi, di quelli che non si sono mai aperti, ma quel libro no. Era vissuto, consunto, passato chissà per quante mani prima di arrivare colà dove il tanto affaticar lo volse. Chi lo ha buttato, dopo averlo letto, era solo l'ultimo lettore che poteva goderne. La sua vita era passata attraverso le mani delle badanti russe di russe che si ritrovano il pomeriggio sul viale degli Avvalorati per parlare tra loro nella loro lingua e riconoscersi; lui era il promemoria per ricordarsi chi erano e da dove venivano in terra straniera. Il libro della memoria. “La mia gente rivedrò, quel che dico capirò...”... (continua) Glauco Ballantini 11/07/2018 - 12:24 commenti 2 - Numero letture:1389
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