RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Autore

     
 



La Historia Oficial- 2 di 3

Le reticenze

Le domande delle motivazioni del Foschi diventarono subito pressanti e dovevano essere risolte. I fili pendenti dovevano annodarsi per cucire una storia che avesse un senso.
Come aveva fatto il Foschi a maturare quell'insano gesto che gli avrebbe tolto la vita lui che si era premurato soprattutto di non farsi coinvolgere negli eventi, di scansare da sé i pericoli, protetto dalla famiglia? Perchè questo repentino dietrofront non confortato da fatti credibili se non fare ricorso ad una folgorazione sulla via di Damasco?
Un altro particolare uscito fuori erano le ferite alla testa che sembra ci fossero sul Foschi e che erano state attribuite ad uno spregio fatto dai tedeschi post mortem e niente più, ma non è che si fosse stati ad indagare più di tanto, di morti ce ne erano stati abbastanza da sorvolare su uno in più o in meno e poi la versione subito dopo la guerra andava bene a tutti, non c'era alcuna voglia di scavare oltre così anche dopo, nonostante la frazione cont... (continua)


Glauco Ballantini 07/09/2020 - 07:33
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Ringo

Saliva le scalette con fare trionfante, il suo momento era prossimo a venire e sarebbe stato di gloria!

I lunghi pomeriggi ai bagni Fiume dovevano essere pur passati, in attesa che arrivasse il momento di fare il bagno.
“Dopo tre ore!” Era l’imperativo rigido,
“Sennò ti prendi una congestione e affoghi.”
Ecco, il piacere di restare a pranzo al mare comportava il sacrificio di quel tempo senza fare il bagno. Come occuparlo?
E’ vero che c’erano le gabbionate del torneo dello stabilimento balneare che si potevano vedere; era il calcio giocato dentro un vero gabbione, sull’asfalto, dove la palla non usciva mai e il gioco non si fermava se non per qualche fallo.
Uno sport eroico, che durava mezz’ora, sotto il sole delle prime ore dei pomeriggi di luglio, con l’accanimento forsennato dei protagonisti riarsi dal sole e sudati fradici.
Dopo un paio di partite però, pur all’ombra delle cabine che circondavano il gabbione, scattava l’ora dell’altro spettacolo.
I tuffi.

Due erano i ... (continua)


Glauco Ballantini 17/03/2022 - 13:03
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L'ultimo Contrappello

Dopo undici mesi terminavo l'esperienza militare, mi ero portato un bagaglio leggero da casa perchè la settimana era corta, un paio di giorni poi l'ultimo, oggi.
Un più che decente marzo piacentino cominciato con l'alzabandiera con l'onore di comandare il plotoncino di una settantina di soldati.
Come caserma la “Cantore” lasciava molto a desiderare, era una sorta di accozzaglia di soldati che ricordava quelli di “Mediterraneo”: c'erano fanti, la maggiornaza, qualche paracadutista incappato in problemi di fumo o perchè scoppiato alla distanza, il bersagliere Silva ed uno proveniente dalla aviazione leggera, comandati da un tenente che sembrava uscito da un filmetto di Banfi, con tutte le decorazioni che poteva mettersi addosso. Un guerriero italico.
Visti tutti insieme eravamo variopinti: baschi neri, amaranto dei parà, fez del bersagliere e il basco azzurro dell'aviere leggero.
L'aviere leggero, come il Torre, era un raccomandato di Salsomaggiore ma aveva una golf cabliolet rossa... (continua)

Glauco Ballantini 17/05/2017 - 11:36
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Veronica

“Trenta – quaranta” Disse l'arbitro con voce estentorea sottolineando il fatto che poteva essere l'ultimo punto da giocare.
“Adriano... Adriano...” si era messo a gridare il catino intorno al campo in terra rossa per dare maggiore forza al servizio ed incitarlo alla resistenza.
Adriano sudava e si apprestava a servire con sofferenza. Non era più il suo mestiere, il tennis, non aveva l'atletismo dei tempi migliori. Durante le partite si trovava subito appiccicosamente sudato, con poche energie nelle gambe e quella terra rossa, che un tempo gli era alleata, ora gli si attaccava addosso rendendolo ancora più pesante.
Il servizio! Gli rimaneva quello di un certo pregio. Bello, elegante, dritto. Si appoggiava a lui per rimanere in partita. Solitamente seguiva la prima palla cercando di accorciare subito lo scambio perchè dopo due o tre colpi le gambe lo lasciavano al suo destino.
“Adriano... Adriano...”
Si preparava palleggiando qualche volta in più per mettere pressione all'avversario... (continua)

Glauco Ballantini 29/06/2017 - 17:02
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Millenovecentosedici

Il Tenente Ferol era stanco di dover portare i suoi soldati sotto il fuoco nemico alla conquista delle posizioni tedesche.
Parlando con un altro ufficiale del suo reggimento considera che l'azione sarà inutile in quanto la posizione che avrebbero dovuto conquistare non darà alcun risultato pratico perchè non poteva essere armata con l'artiglieria.
I tedeschi, dal canto loro, avrebbero anch'essi resistito fino all'ultimo uomo per difendere la posizione dominante acquisita e ci sarebbe stata una inutile strage di soldati.
L'interlocutore, chiese allora del perchè, anche i generali tedeschi, ritenessero la posizione così strategica da sacrificare anche loro tanti soldati per la vana conquista.
Ferol rispose: “Hanno studiato sugli stessi libri.”... (continua)

Glauco Ballantini 16/06/2020 - 07:53
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