RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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Jambo Smilzo, magro, anzi magrissimi sia lui che la moglie, e allora come si spiega quello strano fenomeno?
I due cinesi gestiscono un ristorante sulla via della Madonna, accanto al Doner-kebab e tutto il giorno vivono lì tra gli involtini primavera, il riso, il bar e la pizzeria di fronte, che hanno rilevato e dato in gestione, con diversi dipendenti di ogni razza e colore in un naturale melting pot che anticipa il futuro. Il fenomeno che non si spiega sono i due figli della coppia. I loro occhi sono fessura e il viso tirato a brutto. Enormi. A dieci anni hanno già raggiunto il peso dei loro genitori, sempre con qualcosa in mano da mangiare. Non c'è genetica che tenga, l'atavica magrezza genitoriale è stata sconfitta a vantaggio della opulenza e del cibo consumato ad ogni ora davanti alla enorme TV del ristorante. Darwin risale ormai in disordine, incalzato da Lamark, le valli che aveva disceso con la tracotante superbia della sua teoria. “L'uomo è quel che mangia!” Ed anche Ka... (continua) Glauco Ballantini 28/08/2017 - 13:18 commenti 6 - Numero letture:1454
Psicologia Andando a Montenero per la solita gita sulla funicolare Alberto quando aveva, credo, tre anni e non sapeva leggere che una lettera alla volta imparata su quelle tastierine alfabetiche con le cose, gli animali e le persone, mi fece tornare in mente una cosa studiata all'Università
Passando velocemente con la macchina mi disse che sul cartello appena sfilato c'era scritto MONTENERO. La velocità della percorrenza non rendeva possibile neanche una lettura agevole. “Come hai fatto a leggere? Chi te lo ha detto?” Gli chiesi. “Ho visto la M, la N e la T e visto che andiamo a Montenero credo ci sia scritto così.” E' la Gestalt, bellezza!... (continua) Glauco Ballantini 12/01/2022 - 12:28 commenti 3 - Numero letture:902
Tre Fratelli Non li sentivamo mai, i tre fratelli del piano di sopra. Tre vite unite in una casa di cinquanta metri quadrati.
Enrichetto, esile come una spiga di grano, non usciva quasi mai da quella piccola casa, dedito alla sua gestione millimetrata come la carta dei disegni delle medie, rosso su campo bianco. Ti chiamava con la sua voce flebile quando si affacciava di tanto in tanto per tirare di sotto dalla finestra del piccolo bagno i resti della verdura incartati in buste di carta, da dare alle galline. Carlino era il più moderno, aveva una lambretta color celestino chiaro, tenuta nel piccolo garage abusivo realizzato sul retro della casa, con la quale arrivava fino al paese e alla città per lavorare, il sostentamento nell'accordo che si era creato trai due fratelli. Le giovanili lentiggini avevano lasciato ormai il posto alle macchie che il tempo aveva allargato. Il suo posto preferito era una sedia a sdraio verde sul piccolo terrazzo prospicente la cucina. ... (continua) Glauco Ballantini 18/09/2017 - 09:31 commenti 6 - Numero letture:1540
L 'addio ai parà strappati al mare Livorno 23 novembre 1971
Dopo tante ricerche dei paracadutisti morti nella tragedia avvenuta da tanti giorni, finalmente le navi della marina militare italiana e inglese sono riuscite attraverso i palombari a recuperare le salme dei paracadutisti. Ieri si sono celebrati i funerali durante i quali è stato suonato il silenzio. Tema in classe, scuole Puccini Il 9/11/71 precipitò un aereo inglese con a bordo paracadutisti italiani nei pressi delle secche della Meloria. Questo è il mio tema (avevo 9 anni)ritrovato in un vecchio quaderno scolastico.... (continua) Glauco Ballantini 13/11/2017 - 12:19 commenti 3 - Numero letture:1417
Ottavio Pratesi La sua casa era diventata una Sant'Elena, lui che aveva partecipato a giri d'Italia e tour de France con Binda e Girardengo, Calzolari e Bottecchia nell'epoca eroica del ciclismo sulle strade sterrate sulle quali correva da isolato, come chiamavano i corridori che non avevano squadra, facendo la sua corsa senza dover sottostare ad ordini di scuderia: era il capitano di se stesso.
La sua corsa era quella dei tre mari che vinse due volte. Tirreno, Adriatico, Ionio. “Dall'uno all'altro mar”. Come una punizione dantesca, dopo tanto vagare, abitava in una palazzina nei pressi della ferrovia, vicino alla stazione di Antignano e tutti i giorni attraversava i binari per fare solo poche centinaia di metri per andare al distributore che gestiva sull'Aurelia nell'ultimo tratto rettilineo verso sud, prima che diventi un serpente che avvolge il Romito. La bici un ricordo lasciato sulle strade polverose delle Alpi e dei Pirenei, ed ora solo un mezzo inutile, “chiuso in si breve sponda”, tra lo sf... (continua) Glauco Ballantini 15/03/2019 - 09:47 commenti 4 - Numero letture:1766
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