RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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f.a.t.a. Il tepore del Fuoco si adagia, imbarazzato
sulle tue forme. Lui, elemento vivificatore. Il principio della vita che scaturisce da tale tempra mondatrice, ora, così in te dorme. La percezione del tuo respiro, da asserire cosmico, dentro le nadi calma la mente. Dandomi pace. Una coscienza d’equilibrio e centralità seda il mio piglio contumace, fa sì che prana pervada il mio essere. Rende a me un poco meno intangibile il tuo soffio vitale. Ammansisce l’afrore, intanto l’Aria diviene via via più debole. E ti fa da guanciale. La Terra si addolcisce, materia primordiale, e muta in giaciglio. Domani con l’aurora aprirai le porte del giorno. Ospiterai, nutrirai ancor la mia vita con ogni tuo piccolo dettaglio. Nulla mi attrae più dell’aurora, ma il mio destino è dimorare sul fondale, fin quasi nelle profondità di tritone nel suono di un corno di conchiglia, dove i confini restano ancora da scoprire. L’Acqua ti lambisce la schiena, e mi ha promesso il mare che mi porterà dent... (continua) Mirko D. Mastro 11/07/2022 - 07:31 commenti 17 - Numero letture:835
Sono il pennino di una Musa annegato nel calamaio Arrivai in questo luogo per sfuggire agli occhi di una donna che nemmeno conosco.
Sono la memoria di un viso sbiadito, così celestiale da dover avere di diritto un posto nell’Olimpo, non questo chiostro se non fosse quel viso stato cagione dell’invidia degli dei, mentre su questa terra non trova epiteti quanto basta soavi per narrarlo la penna tra le mie dita. Sono qui da così tanto tempo che non so dire cosa sia lirismo, e quale la mia vita… …il ricordo annebbiato dei capelli di lei che gli accarezzano (elegia prosastica III -Mitografia, agosto 2020)... (continua) Mirko D. Mastro 13/07/2022 - 07:32 commenti 9 - Numero letture:773
Componimento elegiaco Durante l’insonnia scorgo lemuri sulla
volta, benchè le noci d’acagiù dacchè mi sono infatuato a livello liminale di te dalla cintola in su. Le anime vaganti dei visitatori che non riescono a trovare riposo tornano sulla terra per atterrire i vivi, come fece l’essere mostruoso che li iugulò o divorò per imperizia a fronte di una corretta replica all’insolubile accezione dell’enigma. Non anelo con la mia supplica che per celare i sentimenti e le tue intenzioni a impulsi forestieri tu corra, androsfinge, l’alea nel cader dalla roccia. Solo qualche monetina per i tuoi pensieri. A quei forestieri, e daccapo a me formulasti l’inintelligibile bandolo “Due sorelle: la prima concepisce l’altra e questa, a sua volta, procrea la prima… chi sono le due sorelle?”. Quando ti risposi con proprietà mi riconoscesti come una figura di soglia, e ligia al tuo essere facesti per divorarti: ma la Giornata di fragranze e la Notte foderata di stelle vollero darti due gambe antro... (continua) Mirko D. Mastro 17/07/2022 - 07:43 commenti 21 - Numero letture:953
Canta(storie) che ti passa Alla bettola sulle sponde dell'Adda, tal Ta' Verna di due rozzi del luogo Tazio e Verna tutto finisce.
Finiscono i danari dei masnadieri, rinchiusi sempre più sovente nelle segrete dal bargello, e sta per finire la buona stagione laggiù in Longobardia. Finirà il fetore dello spocchioso Lord Dante appartenente all'alto lignaggio degli Afrore, che porta dietro sé ogni imbrunire nella bettola; e finiranno di colui le corna alla imperita Monna Barbi della casata Tùrici. Oh quel suo fringuello finito tra i garretti, colpito a morte da un cagnetto di lupo in una battuta di caccia! Ahilui, che dolore. E niente belladonna. E con la parola accompagnata al mandolino finiranno le storie cantate da un menestrello, finitegli in saccoccia dopo una partita ai dadi con qualche scalognato troviere
Mirko D. Mastro 13/11/2025 - 04:27 commenti 2 - Numero letture:273
Le nuove notti di D. È da quando abbiamo chiuso il telefono che non riesco a pensare, non riesco a fare niente se non sentirmi sulle nuvole perché da qualche tempo la mia vita non è più fatta di giorni che non significano niente.
Così mi sono messo a scrivere col fiato corto dei miei cardiospettri, così mi vien di chiamarli… I fantasmi di un cuore che da un po’ non m’appartiene, nelle sere d’inverno al crepitio del camino a scaldarci al soffio delle nostre anime, succede che continuino ad abitare le mie stanze più segrete abusivamente. Guardo quella fotografia dove sei vestita solo delle mie carezze, e mi baci. Non è mai stata scattata, eppure io la ricordo. Con questo cuore che oramai non mi appartiene più, al tamburellare appena palpabile della pioggerellina leggera i nostri giochi sotto le lenzuola succede che siano fantasmi della mia mente. E allora mi stupisco di quanto fai sembrare semplici le cose difficili, tipo esserci. Ma ti ho cercata prima nel letto e sul divano, sotto le coperte e tra ... (continua) Mirko D. Mastro 11/12/2025 - 05:26 commenti 2 - Numero letture:286
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