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La valigia

Con sofferta decisone
e in petto un gran magone,
annodata con lo spago
la valigia di cartone
superava quel portone.
Era vecchia, sgangherata,
ma serbava ben nascosto
un avere di sostanza,
costudiva la speranza.
Illusorio o ben riposto,
per quei tempi così duri,
una corsa oltre il mare
era l’unica risorsa
bisognava proprio osare
anche se per lidi oscuri.
Fu così che la miseria
ingegnò la sofferenza,
si servì dell’indigenza
del cervello contadino
che sfidò il suo destino.
Disertava la sua terra,
era allora il dopoguerra.


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Poesia scritta il 09/12/2014 - 12:52
Da Ugo Mastrogiovanni
Letta n.1536 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Molto nostalgica, è un ritratto delicato di un'epoca che fu, ma sempre viva nella mente di molti. Sembra dire: la storia si ripete.Grazie

Maria Pia Perrotta 01/08/2016 - 00:11

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Una poesia molto riflessiva e dolorosa. Sessant'anni fa, si emigrava in cerca di un mondo migliore, in cerca di fortuna, mentre oggi la crisi e il pessimismo sono ovunque... Molto sentita e apprezzata, buona giornata Ugo!!

Chiara B. 12/12/2014 - 10:01

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Quello era un dopoguerra, questo nostro presente cos'è?? Siamo ormai più poveri dei nostri padri,essi andavano incontro alla speranza di un futuro migliore,ad una ricostruzione, a noi pure la speranza ci stanno togliendo!!
Bravo Ugo, un caro saluto...

Gio Vigi 10/12/2014 - 20:44

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Bellissima e sentita Ugo. La voglio far leggere alla mia mamma; lei capirà il significato di questa poesia...
Bravo Ugo,come sempre!

Paola Collura 10/12/2014 - 17:29

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Una bella verità, caro Ugo. Ricordo perfettamente quella valigia. Un momento storico in cui, molti di noi, erano costretti ad emigrare. Un po' come avviene oggi, per certa gente che viene da noi. Con la sola differenza che noi andavamo nel nuovo mondo e verso la ricchezza, mentre questi vengono verso la miseria e magari aggiungono miseria alla nostra miseria.
Tuttavia, ancor oggi, non è cambiato nulla, da allora, infatti continuiamo ad emigrare, anche se con lo zaiono, al posto della valigia. Il bello è che pare di assistere ad una sorta di chiodo, scaccia chiodo; altri vengono qua, proprio da dove noi, siamo sostretti a scappare!
Ottima Ugo, buona giornata!

Salvatore Linguanti 10/12/2014 - 09:13

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Una valigia colma di speranza,straordinaria Ugo,complimenti,ricordi incancellabili

genoveffa 2 frau 10/12/2014 - 08:43

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Molto sentita, piaciuta moltissimo. Ciaooo

Fabio Garbellini 10/12/2014 - 07:25

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LA VALIGIA...
UN SOGNO...
LA SPERANZA...
UN VIVERE DIVERSO...
UN VERSEGGIO PER FARSI CAPIRE... INSEGNANDO AD AGIRE... COL CONCRETO...
TROPPA SOFFERENZA... PER UN LAVORO NEGATO...

Rocco Michele LETTINI 10/12/2014 - 06:18

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Bravo Ugo, con le rime, riesci a far sentire l'antico dolore di chi ha dovuto lasciare la sua terra.
Ciao Elisa

elisa longhi 09/12/2014 - 21:54

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