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Reo di che?

Reo di che?
Per non essere nato spensierato,
son forse troppo attento a dolore e sofferenza,
colmo di desideri e ingombri mentali,
non pensiate che per ciò sia fortunato
ma ho capito che non posso viver senza.
Fatti di sangue,viali alberati,un gheppio sui monti
ricordi volano la mente non si calma.
Rei di che?
Due pallidi bimbi giocano a guerra
e dieci e mille aspirano colla
dentro le fogne e sotto i ponti,
mentre dei padri non e rimasta che una salma.


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Poesia scritta il 28/12/2014 - 18:52
Da Cristiano Pili
Letta n.368 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie... è sempre bello esternare le proprie sensazioni e condividerle con chi prova i medesimi sentimenti.

Cristiano Pili 29/12/2014 - 16:52

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Una realtà che strazia i cuori sensibili
come il tuo,purtroppo c'è troppa sofferenza e molti fanno finta di non vedere ,così si lavano la coscienza,molto bella,complimenti

genoveffa 2 frau 29/12/2014 - 13:29

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Realtà nuda e cruda, bravissimo ad averla descritta!!!!

giancarlo gravili 29/12/2014 - 12:11

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