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Lo specchio nero

Alessio Righi non aveva avuto una vita particolarmente fortunata. Suo padre morì quando lui aveva solo dieci anni, e la madre, sopraffatta dal dolore, cambiò radicalmente. Non era più la donna vibrante di un tempo; le sue carezze, seppur affettuose, sembravano sfiorare Alessio con la nostalgia del marito perduto. I suoi occhi, spesso velati da lacrime trattenute, rivelavano una tristezza profonda che pochi riuscivano a comprendere. Alessio avvertì che tutto era ormai diverso e che i giorni trascorrevano come riflessi di uno specchio nero, portando con sé l’oscurità dell’anima.
Con il passare degli anni, Alessio divenne maggiorenne. Essendo l'unico uomo della casa, trovò rapidamente lavoro come commesso in un supermercato. Tuttavia, il suo stipendio era piuttosto basso e accettava sempre gli straordinari. Trascurò la sua giovinezza, uscendo poco per non lasciare sola la madre, che era diventata un'ombra di sé stessa: magra, con profonde rughe, sembrava avere ottant’anni invece di quaranta.
Un giorno, la donna smise di parlare. Il medico diagnosticò che il suo mutismo era causato dalla tristezza accumulata, un dolore mai guarito dalla perdita del marito. Alessio rimase scioccato da questa notizia, ma dovette trovare la forza per andare avanti. Era così che la vita si presentava a lui: uno specchio nero. Chissà se un giorno sarebbe riuscito a cambiarne il colore…



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Racconto scritto il 11/03/2026 - 18:51
Da Luisa Luciano
Letta n.213 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Chissà..

Maria Luisa Bandiera 12/03/2026 - 07:52

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