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Negli occhi di un pesce

Boccheggio


Muovo la bocca ma non parlo
Sono stato privato
Della protesta
Ma mi aggrego
Non uso la testa
Non esco fuori dal gruppo


Ho paura.


Mi catturano
E non fanno differenze
Siamo uguali per voi umani
Ma noi abbiamo le pinne
Non le mani
Siamo in molti
Tutti diversi
Voliamo
Nelle maree, nelle onde
Nell'immenso oceano
Liberi da tutti
Volteggiamo
Nei fastosi archi
Creati dalle correnti
Che ci trasportano


....nelle vostre trappole meschine


Incapaci di pensare
Di sentire pericoli
Veniamo sulla spaventosa terra
Ove l'aria ci è ostile
Come chi ci vive
E non facciamo che provare
Forte dolore


Dal pescatore
Che ci prende per sostentamento
Dal dozzinale cristiano
Che il venerdì sceglie noi
Come pasto
E non altre carni
Inspiegabile!
E quando quella fatidica
Spina
Scende male
Per voi è finita!
Ci maledite
E che dite?
"Non lo avessi mai pescato!"
Eh no!
Ma....
"Pesce, che tu sia dannato!"



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Poesia scritta il 02/03/2015 - 23:59
Da Salvatore Mauro
Letta n.1577 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Secondo me l'ultima strofa non è all'altezza delle precedenti, ma è stata una piacevole lettura. Saluti, Fabricio

Fabricio Guerrini 03/03/2015 - 14:31

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Anche i pesci, come tutti gli altri animali, soffrono la crudeltà dell'uomo, che essa sia per sfamarci o per semplice "vanità" (parlo delle pellicce). Mi hai davvero colpito con questa poesia, non ci avevo mai pensato, molto riflessiva! Buona giornata,

Chiara B. 03/03/2015 - 11:04

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In molti si soffermano, giustamente, sul dolore degli animali terrestri.Dei pesci non parla mai nessuno. Anzi direi che il soggetto della tua poesia è il soggetto ultimo per antonomasia,quello sul quale si può infierire.Tuttavia il pesce èun simbolo presentissimo nella simbologia cristiana,e se ne parla moltissimo nei Vangeli come cibo per le folle.Dunque al silenzioso pesce Iddio ha assegnato la capacità di beneficare l'Uomo, e non è poco.

mariateresa morry 03/03/2015 - 10:36

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Ti capisco, sai? Anche a me l'uccidere per mangiare fa molta impressione...Ma forse il significato è che ogni essere deve anche darsi agli altri, in modi vari...Penso che dovremmo almeno limitare sempre la sofferenza
al minimo indispensabile e usando i migliori modi possibili...quelli meno dolorosi...Sempre. Con tutti: uomini, donne, animali...e cose...ambiente!
Vera

Vera Lezzi 03/03/2015 - 00:26

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