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vecchio naviglio

In un porto senza nome di nessun suolo patrio,
un vecchio naviglio era ancorato.
Vergognoso tra inponenti scafi di legno
Pur or forgiati.
Antico veliero,narra un po’ del tuo passato,
quante volte avrai tu navigato,
quante genti attraversaron il mar
infiniti sospiri passaron per le tue assi.!
Notte e giorno non era mai una pena
Ne ti fiaccava la continua lena.
Vetusto naviglio,quanta spuma ,avrai solcato,
quante tempeste puoi raccontar ,tu,
quando quell acqua brontolava dal suo
ventre,allor la sperduta ciurma,
s’affidava a te e in cor sperar di riveder,
le ridenti distese in fior!
Per tempo infinito,avrai navigato
Cullato dall’indomito pelago
Che ti chiama ancor.
Un marinaio ,guarda con occhio umido,
l’amico del passato,e rammentar gli
sovviene,delle tue vele,
delle fredde notti,quando il fortunale
spezzava le braccia ,ed esser nocchier
in burrasca,era si dura e pur
quasi senza speranza.
Hai perso compagni che ancor serbi in petto,
un malinconico amor che t’aspettava
quando lasciavi il porto,
tutto li or giace,dolci ricordi della gioventu!


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Poesia scritta il 05/05/2016 - 12:34
Da corrado cioci
Letta n.1342 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ma le stelle non spuntano

salvo bonafè 05/05/2016 - 21:41

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Mi è piaciuta molto.
Immagino che anche tu abbia solcato i mari per aver dedicato questi bei versi ad un'antica passione. 5*

salvo bonafè 05/05/2016 - 21:41

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