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Viaggio itinerante

Senza cibarie in serbo
m’incamminai
per arditi colli e filiformi vie.


Vidi l’astro nascere dal mare
rituffarsi dentro
e non morire.

Vidi sbocciar la rose
nei giardini
coglier l’olezzo fine
e poi … soffrir le spine.


Vidi strapiombi
insenature
crepe
vidi il mondo capovolto
vidi le streghe.


Vidi montare l’odio
al par della marea
e sugli scogli il guano
funger da bandiera.


Colsi il gentil far
dentro la belva
e il luccichio di ferinità
negli occhi belli.



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Poesia scritta il 15/05/2023 - 11:12
Da Francesco Scolaro
Letta n.711 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Le fasi della vita non sono sempre belle, spesso feriscono, ma imparare a scorgere il bello, quando si riesce, aiuta a non soffrire più. Un testo intenso e vero, come sempre. Complimenti di cuore.

MARIA ANGELA CAROSIA 27/01/2026 - 13:08

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Vidi... e' un continuo richiamo ai ricordi del passato, ma anche alle sofferenze del presente. Molto bella. Bravo.

santa scardino 16/05/2023 - 21:37

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Bella
Davvero tanto

laisa azzurra 15/05/2023 - 20:20

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Fantastica!

Maria Luisa Bandiera 15/05/2023 - 14:37

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Bellissima!!

Anna Cenni 15/05/2023 - 12:24

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