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Il cavallo di Fibonacci

Il giorno che il Max-1 fu messo in funzione, ordinò di arrestare il signor John Carmichael, poi si guastò.


Il Max-1, così chiamato in onore di Max Planck, le cui teorie erano alla base del suo funzionamento, era il primo computer quantistico costruito per un' impiego concreto, dopo le innumerevoli prove su modelli più semplici eseguite nei laboratori di tutto il mondo, che avevano dato risultati incoraggianti.
Era costato più di un miliardo di dollari alle tasche dei contribuenti, e quell' inconveniente, per di più sotto gli occhi dei media accorsi da tutti gli Stati Uniti e dal resto del mondo per seguire l' evento, era fonte di notevole imbarazzo per la squadra dei laboratori dell' IBM che avevano realizzato la macchina.
Già dalle fasi di messa a punto ci si era resi conto che c' era qualcosa che non andava. Tutte le volte che provavano ad accenderlo il risultato era sempre lo stesso: "dati insufficienti".


Lo scopo del progetto Max-1 era quello di mettere in servizio un investigatore assoluto: una macchina capace mettere in relazione tutti i dati disponibili in tutti gli archivi di stato e sul web, per trarre delle conclusioni atte a prevenire attentati ed altri eventi concernenti la sicurezza nazionale.
L' ultima volta la macchina era sortita con una richiesta bizzarra: voleva sapere se nella biblioteca privata del defunto signor Henry Pinkerton Jr vi fossero libri o articoli che parlassero delle serie di Fibonacci.
Quando le avevano fornito quei dati, finalmente era apparso il tanto atteso messaggio "database completo". A quel punto avevano messo la macchina in pausa e convocato la conferenza stampa per la sua presentazione ufficiale al mondo della scienza e ai media.


Il signor John Carmichael era un anziano bibliotecario in pensione. La sua passione era la meccanica. Si divertiva a rimettere in funzione vecchi orologi, carillon arrugginiti e qualsiasi altra cosa che avesse degli ingranaggi.
Quando aveva trovato su e-bay quell' annuncio degli eredi, che volevano liberarsi di tutto quel ciarpame che loro zio, Henry Pinkerton, aveva nel proprio scantinato, era rimasto incuriosito dalle foto che accompagnavano l' inserzione, e aveva fatto la propria offerta.


Quando andai a trovarlo, inviato dall' N.S.A. tanto per curiosare -nessuno aveva preso sul serio l' assurda richiesta della macchina - mi venne ad aprire, con i suoi buffi occhiali a mezzaluna che gli ciondolavano sul petto, appesi al cordino che aveva attorno al collo.
Sorrisi, al pensiero che quel tranquillo vecchietto fosse un pericolo per la sicurezza nazionale: non ce lo vedevo proprio con una cintura esplosiva ed un pulsante in mano, pronto a farsi saltare in aria.
Fu molto gentile, mi invitò ad entrare in casa prima che gli mostrassi il mandato e parlammo dei suoi hobby e delle sue piccole manie.
Era felice che qualcuno si interessasse ai suoi lavoretti. Sua moglie li aveva sempre considerati un' inutile perdita di tempo, e scosse il capo quando lui mi portò nello scantinato per mostrarmi i suoi ultimi capolavori.
In mezzo alla stanza troneggiava una bizzarra macchina stile retrò.
Sotto una testa di cavallo di lamiera, adornata da borchie di ottone che servivano a tenerne insieme i pezzi, un grosso corpo metallico era sorretto da un piedistallo di ghisa un po' arrugginito.
- Non ho ancora avuto il tempo di riverniciarla - mi spiegò - mi ci sono voluti tre giorni solo per rimettere insieme tutti i pezzi, senza schemi né disegni.
- E dove l' ha trovata? - gli chiesi.
- L' ho acquistata su e-bay. Era insieme a tutta quella roba là - e mi indicò un mucchio di scatole, delle quali alcune non erano ancora state aperte.
- A cosa dovrebbe servire? - al centro si notava una specie di gettoniera, sopra ad un cassetto con il pomello d' ottone.
- Questa è una bella domanda. Anch' io mi stavo chiedendo la stessa cosa, quando ha suonato alla porta ... a giudicare dall' aspetto dovrebbe trattarsi di una specie di distributore automatico. Di cosa, non ne ho idea: il corpo centrale era già bell' e montato, e non l' ho aperto.
- proviamo - dissi - e infilai un nichelino nella fessura.
- A lei l' onore - gli dissi, facendomi da parte e indicandogli con la mano il pomello.
Lui lo tirò, e sul fondo del cassetto c' era un biscotto della fortuna.
Visto lo stato e lo stile della macchina, doveva avere almeno un centinaio d' anni, ma sembrava fresco e fatto da allora.
Lo presi in mano e lo annusai: il profumo della vaniglia era intenso, e la consistenza era morbida.
- Forse dentro la macchina c' è un cuoco cinese - dissi, e ci mettemmo entrambi a ridere.
- Comunque se non le dispiace, questo lo prendo io - continuai.
Ero stato inviato in quella casa in missione ufficiale, e mi sentivo in dovere di tornare con almeno un reperto, una prova di colpevolezza di quel pericoloso criminale.
Quando tornai in ufficio lo misi nel cassetto della scrivania, e non ci pensai più.


- Senti che profumino - il mio collega, seduto alla scrivania accanto alla mia mi guardava curioso - ti sei dato alla cucina cinese?
Gli spiegai in breve l' incontro del mattino con il signor Carmichael e aprii il cassetto per mostrargli il biscotto.
- Strano, avrei giurato di averne preso solo uno - pensai. Ma era tardi, probabilmente lui mi aveva fatto uno scherzo. Doveva aver curiosato nel mio cassetto, che dimentico sempre di chiudere a chiave, e divertito per quell' insolito reperto ne aveva acquistato un altro presso il fast food cinese poco lontano, per vedere la mia reazione. Io non gli detti nessuna soddisfazione, chiusi il cassetto a chiave e tornai a casa.


Sto scrivendo questa relazione dall' elicottero che ci sta portando lontano dalla città. Non ho potuto recuperare niente dal mio ufficio: il mattino successivo l' intero edificio era già crollato. Adesso le ruspe stanno cercando di recuperare tutti i biscotti che si trovano all' interno, per distruggerli presso l' inceneritore, ma non so se ne avranno il tempo. Ho letto qualcosa sulle serie di Fibonacci, e se lui aveva ragione ...
In ogni caso, se non ci riescono, è già pronto il bombardiere per sganciare la testata nucleare sulla città, quando sarà finita l' evacuazione.




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Racconto scritto il 06/12/2014 - 12:43
Da livio benvenuti
Letta n.808 volte.
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Commenti


Bello, molto bello...dotte citazioni pure, come max Plank, un fisico tedesco che ha ideato la teoria dei quanti e la meccanica quantistica e che, insieme con la teoria della relatività di Albert Einstein, è uno dei pilastri della fisica moderna.
Che dire poi di Fibonacci, grande matematico pisano, la cui successione di numeri lo ha reso famoso. Sembra che questa sequenza sia presente in diverse forme naturali (per esempio, negli sviluppi delle spirali delle conchiglie).
Il mio eccellente.ciaocio

. Focus 12/02/2015 - 10:49

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