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Al rientro dal corso di scrittura creativa

Romano frugò nelle tasche della giacca alla ricerca delle chiavi di casa.
La luce sotto il portico dava forma a piccole ombre che ondeggiavano sul muro, ma non indugiò a seguirne il lento movimento, come era solito fare.
Entrò in casa richiudendo la porta a doppia mandata e si soffermò a occhi chiusi ad ascoltare il battito accelerato del cuore che lo riportava alle parole di Paolo…
“Divertitevi ad inventare un piccolo mondo”… “Non serve usare un linguaggio complesso, usate parole semplici, scavando nel profondo dell’anima”…
Sì, era sicuro che quell’iniziativa avrebbe portato una sferzata d’aria fresca alle sue monotone, se pur frenetiche, giornate.
Non aveva la più pallida idea di cosa avrebbe potuto inventare creando un piccolo mondo nei confronti di un compagno di corso. Durante la serata era talmente emozionato che non se li ricordava nemmeno! Di una cosa però era certo: poteva sfruttare la sua fantasia ed ora aveva la consapevolezza di poterlo fare.
Paolo, con i suoi modi pacati e semplici, si era dimostrato un affidabile compagno di viaggio, comunicava sicurezza ed era riuscito ad abbattere il muro dell’indecisione che lo aveva frenato fino a quel momento.
Sorrise all’immagine riflessa nello specchio dell’armadio, mentre ripiegava con cura gli abiti, infilandoli nelle grucce. Passò velocemente una mano fra i radi capelli, imbiancati dal tempo e, mentre fissava gli occhi buoni che lo avevano accompagnato da tutta una vita, sentì che la vita era veramente un universo meraviglioso che regala continue sorprese a chi le sa cogliere.
Indossò il pigiama, che aveva riposto sotto al cuscino la mattina, prese la foto incorniciata che gli sorrideva dal comodino e si diresse in cucina.
Era ancora troppo presto per entrare nel mondo dei sogni e non sarebbe riuscito ad addormentarsi con tutte le frasi che gli frullavano in testa.
Sistemò la foto al centro del tavolo. Prese carta e penna e trasformò il fiume di parole in una dolcissima poesia per la sua Ester che non smetteva mai di sorridergli, neanche nei giorni più bui.



Sei il folletto dei boschi
che si nasconde al riparo di una quercia
fra il profumo di terriccio umido e l’aroma di funghi.
Sei il cielo bizzarro di marzo
che s’illumina e affievolisce come le insegne del Luna Park.
Sei acqua fresca di sorgente che appaga, disseta
e scende tortuosa a valle
per distendersi quieta nel letto del fiume.
Sei un temporale a ciel sereno
che scompiglia le fronde accaldate degli alberi
e irrora le screpolature della Terra
per dissolversi nei coriandoli dell’arcobaleno.
Sei il sorriso improvviso delle mie giornate tristi,
spirito libero che vola alto nel cielo.
Sei naufrago sulla mia isola
dove hai rinvenuto lo scrigno per riporre le tue lacrime
e i segreti della tua anima.
Non importa quanto ci separi la distanza
se il pensiero che aleggia ci accumuna,
anche solo per un breve istante,
siamo insieme sull’altalena della vita
che regala voli immensi nell’Infinito.




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Racconto scritto il 11/05/2015 - 15:54
Da Candlelight Candle
Letta n.1788 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


.... non te lo accettava perchè già pubblicato....

LA REDAZIONE


Adriano Martini 12/05/2015 - 21:05

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