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L\\\'Infinita Città della Luce

Siamo nell’anno 5102 , nel mondo di Arret , pianeta circondato dai 100 Soli. La civiltà era divisa in tanti classi e gruppi sociali ristretti con proprie regole. Questa piccola storiella racconta dello strano caso di Ageov , un giovane ragazzo facente parte di un gruppo , gli Atestì , gruppo famoso per i metodi rigidi e regole ferree che imponevano ai suoi adepti.


Particolarità di questo gruppo era che ognuno aveva delle catene “speciali” che , tre volte al giorno obbligavano i membri della comunità ad alzare il capo e rivolgersi al primo Sole , Aeli , venerandolo e acclamandolo , ringraziandolo per il pane quotidiano e i beni per la propria sopravvivenza. Ageov , ragazzo sveglio e intelligente , seguiva le disposizioni , giorno , dopo giorno , dopo giorno ma sempre più svogliatamente, stanco della solita routine , egli voleva di piú. Sapeva che ad una determinata ora le catene agivano su di lui e gli facevano sporgere lo sguardo al cielo, inerme.
Col passare degli anni Ageov si confronto con altri suoi simili , adoratori di altri Soli, -anch'essi con catene ai polsi- distinguendosi per i modi diversi di adorare , d'altra parte con il fine comune, chiedendo se anche loro non si fossero stancati di fare gli stessi riti.
Una notte , una di quelle notti insonni che Ageov passava camminando nel bosco in cerca della tranquillità , apparve sotto un albero Aselèn , una ragazza dal viso pallido, dalle sembianze forestiere ma ancor di più aveva un caratteristica che non aveva mai visto: era senza catene! Ageov si sbalordì e le chiese subito come mai non ce le avesse; ella gli rispose con voce soffice :” io sono veneratrice della Luna, noi non divinizziamo forzatamente , noi leggiamo ciò che la luna ci offre , ovvero l’infinito , ed è l’infinito del sapere ciò che ci permette di illuminare le nostre buie notti. Ageov aveva scoperto la libertà , ed era talmente estasiato che volle sapere di più su quelli che Aselèn chiamava Libri Della Notte.
Ella gliene diede uno , ed Ageov iniziò a leggerlo , a tal punto che finito il primo libro , ne volle un altro , ed altri ancora. Man mano che leggeva , si accorse che questi libri avevano uno strano potere , ovvero attenuavano sempre di più la potenza delle catene , dapprima facendolo rivolgere due volte al giorno , poi una , giacché la forza del Libri fu talmente potente che eliminò tutto il potere delle catene , lasciandogli il Libero Arbitrio. Egli non volle credere ai suoi occhi. Per la prima volta poteva scegliere , poteva rifiutarsi dunque di non alzare più gli occhi al cielo. Appena gli adepti di Atestì lo saperono , iniziarono a martoriarlo , ad insultarlo , gli bruciarono qualche libro , ma lui , per la prima volta , aveva scoperto la sua Forza. Egli non cedette, Aselèn per ogni libro che veniva bruciato gliene diede altri 7 , in modo tale non da non far spegnere il fuoco della Luna che Ageov aveva dentro , fuoco che piano piano , inizio a provocare delle lacerazioni alle sue catene. Ageov era combattuto , sapeva che se le catene si fossero rotte sarebbe diventato invisibile agli occhi dei suoi Fratelli , e per sempre sarebbe stato cosi. Fratelli che però sempre di più lo rinnegavano, fino a farlo sentire solo , fino a trattarlo alla stregua di un conoscente.


Ormai egli si sentiva sempre più nel mezzo , a tal punto che era arrivato il momento di scegliere : meglio le catene del Sole , o l’infinito della Luna? Aselèn , che non l’aveva mai lasciato solo , gli diede un ultimo libro , intitolato “Abiblos” . Egli ci mise settimane a leggerlo , aveva più di 5000 pagine, non dormì notte e giorno , finchè , arrivato all’ultima pagina dell’ultimo capitolo lesse :< La TUA Liberta è Vincolata Dalla TUA Esistenza>


Ageov aveva capito , Ageov aveva deciso.


Appena chiuse il libro vide le catene spezzarsi , e cadere dalle sue braccia. Uscì fuori di casa , i suoi Fratelli non v'erano più , era come se si fossero estinti, e la città non era la stessa; il buio predominava nelle strade , finché ad un certo punto dall’oscurità apparve Aselèn , che , guardandolo negli occhi e tenendogli quei polsi gracili e sofferenti da anni di prigionia incatenata , gli disse :” Benvenuto Nell’oscurità illuminata , Benvenuto nella città della Pallida Luce , Benvenuto , nell’Infinito.




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Racconto scritto il 08/07/2015 - 16:37
Da simone perseu
Letta n.284 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Simone oltre che con le poesie te la cavi bene anche a narrare attraverso i racconti. Sembrerebbe un raccordo di fantascienza...diciamo che lo è ed ha un qualcosa di profondo e filosofico e che elargisce a suo modo dei messaggi senz'altro importanti. La conoscenza attraverso dei libri che rendono un uomo non solo colto ma anche libero. Bravo Simone con questo tuo racconto hai colpito nel segno

Giuseppe Scilipoti 21/09/2016 - 15:03

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Grazie Giuseppe per gli utili consigli , é la prima volta che mi accingo a scrivere un racconto. Ho cercato di migliorare la fluidità del racconto andando a capo più volte. Sto cercando nel mio racconto di mandare un messaggio , ed ogni nome , ogni elemento non é lasciato al caso , ma puramente ricercato. Le Alfa privative sono la base di ciò che voglio raccontare. Un saluto

simone perseu 11/07/2015 - 12:26

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L'idea è interessante. Il racconto però si legge con un po' di fatica per l'errata grafia della punteggiatura (presenta spaziature fuori posto)e per l'estrema compattezza dell'impaginazione. Io sarei andato a capo qualche volta.

Giuseppe Novellino 09/07/2015 - 12:38

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