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Storia di un Fiore

Pensavo che alla fine non si debba pensare sempre alla fine. Cioè per esempio ora vi racconto la storia di Fiore, un ragazzo molto intelligente, di quelle intelligenze che non sono sempre facili da capire, un ragazzo fuori da ogni canone seppur indifferente a molti.
Fiore viveva in un paesello di periferia dimenticato da buona parte del mondo, a lui non piacevano le villanie di paese né la pochezza di quelle menti.
Qualche buon amico l’aveva, certo, ma se ti senti stretto devi andartene prima di soffocare.
Fiore è partito una mattina di marzo senza troppe parole, il sole cominciava a scaldare i primi fiori e suo padre pensava alla terra, come ha fatto per tutta la vita del resto.
Un ragazzo un po’ stralunato ha preso un treno per Bologna alle 7.56 di un martedì mattina ancora freddo, sceso dal treno è salito su un autobus senza biglietto e su quell’autobus ha fatto inconsapevolmente tremare il cuore di una ragazza con gli occhiali.
Fiore è volato in America pochi giorni dopo, per 5 mesi ha capito quasi niente di ciò che gli veniva detto, lavava i piatti nel retro di un locale un po’ sporco ma carino, dormiva nella stanzetta sopra la bottega del padrone, parlava poco ma pensava molto.
Fiore non ha mai sentito la mancanza di nessuno, non perché non gli importasse delle persone di una vita, semplicemente era troppo impegnato a leggersi dentro. Non aveva il tempo di perdersi altrove.
Fiore ha imparato l’inglese ma non a lavare i piatti. Ha cambiato lavoro otto volte da quando è partito ma non si è mai sentito arrivato. È cresciuto dentro e fuori, ora porta la barba e i suoi occhi sono di un azzurro più vivo, quasi il paesello glieli tenesse impolverati.
Parla sempre poco ma almeno sa farlo in due lingue, una ragazza bionda si è innamorata di lui ma non se ne è accorto. Ogni sera, finito il turno, gli chiede se la accompagna alla metro. Lui, zitto, la accompagna ma pensa di fare un gesto di cortesia mentre lei prendendo la metro allunga la strada.
Fiore è sempre solitario, pensa sempre molto e cammina a lungo, che camminando si arriva ovunque dice.
Non ci pensa mica alla fine del viaggio però, e la ragazza bionda si chiede spesso se prima o poi tornerà al paesello.
Sogna di andare con lui in quel posto pieno di arte e di uomini bellissimi che è l’Italia.
Lui invece il paesello lo conosce bene ma non se lo ricorda più.



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Racconto scritto il 22/07/2015 - 17:53
Da Co Co
Letta n.457 volte.
Voto:
su 22 votanti


Commenti


Un racconto molto intenso che narra la storia di quel Fiore, forse un po' ingenuo, che molto deve ancora scoprire della propria vita. Le esperienze vissute sembrano non interessarlo più di tanto, ma il passato, forse, un giorno, tornerà a rincorrerlo, facendo rinascere in lui un po' di nostalgia per la terra natia. Una bella lettura!

Arcangelo Galante 26/07/2015 - 13:08

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Costanza, un racconto dolcissimo e riflessivo. Quella ragazza bionda ha visto giusto e lui prima o poi si ravvederà, quando avrà finito di esplorarsi.

luciano rosario capaldo 23/07/2015 - 16:25

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