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Larcobaleno

Una tempesta di vento. Violenta quanto improvvisa: le previsioni meteo non ne avevano parlato.


Venti fortissimi si abbattevano su tutto ciò che incontravano sul loro cammino.


E poi il temporale. Una rarità in presenza di una tempesta di vento che si distingue per l’ assenza di pioggia. O quasi.


Fulmini e tuoni. Il cielo andava via via assumendo colori sempre più inquietanti.


Dal rosso porpora, al verde spinacio e poi marrone mocassino sino al nero cupo.


A Raggirua, località a nord di Anestesia la capitale del nuovo stato indipendente di Burocratia, nella sala blu “Loscho” dell’ enorme palazzo delle decisioni critiche, era in corso un importante riunione che avrebbe dovuto sancire l’espulsione dal sub-continente Euroxia di tutta l’area sud.


Il meccanismo consisteva in una vera e propria operazione di sganciamento.


Infatti, in una località sconosciuta, un operatore riceveva l’ordine e pigiando un tasto nero l’obbiettivo si staccava da Euroxia e veniva abbandonato al suo destino.


Il piano, in questa prima fase, contemplava il rilascio di un solo Territorio: la Gerciria.


Le altre aree confinanti e infettate dal virus del debitium ma che ancora non avevano superato i livelli di guardia, sarebbero state temporaneamente sistemate in una sorta di limbo. Sino a quando? Avrebbero dovuto mostrare la volontà di rispettare integralmente la carta dell’Austerxiti, caratterizzata da interessanti regole di sopravvivenza e sottoscritta a suo tempo da tutti i Fantoxium (nome istituzionalmente attribuito ai capi di stato di Euroxia) ma meglio conosciuti come il gruppo dei Robaxiani ( dal nome del capo di stato di Burocratia – Robaxia-, noto transessuale).


Le norme erano rigidissime. Zeppe di vincoli e scritte in alfabeto Burox( creato in un laboratorio di Burocratia) si rivelavano praticamente impossibili da comprendere: le persone, con il tempo, avevano abbandonato ogni velleità di capire e reagire. Alle università dove si insegnava il prezioso abbiccì scientifico, erano ammessi solo coloro che dimostravano di avere legami di parentela con condannati in via definitiva o anche al primo livello di giudizio.


Alcuni Fantoxium si spendevano all'interno dei loro territori con promesse di svolte, aperture, cambi di rotta. Ma una volta giunti a Raggirua per gli incontri periodici sullo stato del sub-continente, nulla di tutto quello per cui si erano impegnati veniva manifestato. E niente cambiava.


Ora, sul palazzo dei misteri, incombeva la tempesta di vento accompagnata dai flash isterici e dalla musica stonata di fulmini e tuoni. Rispetto a tutto il resto dell’area ove era situata la struttura, sembrava proprio che la cattiveria meteorologica avesse scelto come epicentro esattamente i metri quadri su cui sorgeva il complesso centro del comune senso del possesso.


Ed epicentro in tutti i sensi.


Infatti, piccole scosse di terremoto stavano cominciando a mettere a rischio la solidità delle strutture portanti della costruzione.


I Robaxiani cominciavano a temere per la loro incolumità. La paura si stava impadronendo delle fragili menti di uomini potenti: in una delle pareti si formò una crepa che non lasciava presagire nulla di buono.


Identico episodio sulla parete opposta e a seguire sul pavimento.


Molti dei partecipanti alla spartizione si stava abbandonando a scene di isteria. Alcuni vomitavano e altri ancora pregavano anche se dichiaratamente atei.


Qualcuno tentò di scappare da quel luogo, ma le porte si chiusero come se una mano invisibile avesse fatto scattare un meccanismo automatico.


Le sedie ed il tavolo si sollevarono da terra contemporaneamente e finirono la loro corsa contro le pareti della sala. Chi ancora non si era alzato, paralizzato dalla fifa, si ritrovò con le terga al suolo.


Robaxia cominciò timidamente ad avere paura. La forte emozione la(o) fecero urlare:” Chi osa tutto questo? Chiunque voi siate, sappiate che avete interrotto un importante incontro determinante per le sorti di Euroxia!” Silenzio per dieci secondi e poi, all'improvviso, da un quadro appeso alla parete che raffigurava un antica battaglia combattuta all'epoca della rivalità tra i Gerciri e i Perniasi, si udì una voce:” Lo spirito delle anime erranti può tutto, sopratutto quando non è più possibile assistere all'eccidio della dignità che voi, teste d’uovox, state compiendo nei confronti della gente di Euroxia”.


L’arcigna(o) condottiera(o) Robaxia, recuperata la sua famosa severità e senza quasi rendersi conto che stava rispondendo ad un quadro, ribatté:” Noi vogliamo il bene di tutti, ma se questo si dimostra impossibile causa l’indisciplina di alcuni domìni, questi ultimi devono essere sacrificati. Ciò che fu approvato e sottoscritto è chiaro: non obbedisci, sei fuori”.


“Bene. Quindi tu e i tuoi lacchè decidete le sorti di milioni di persone sulla base di quattro incomprensibili frasi vergate su innocui pezzi di carta?” “Non sono incomprensibili e non si tratta di carta qualsiasi. Sono preziosi documenti che ogni capo possedimento conosce perfettamente !” “Domìni, possedimenti. Ma ti ascolti quando parli? E sopratutto ti vedi? Assumi una posizione così rigida e truce da far concorrenza al peggiore dei tirex che sia mai esistito. A chi l’hai venduta l’anima? Ti è mai passato per il cervello che disponendo in questo modo dei tuoi “possedimenti” come li chiami tu, rischierai di rimanere in compagnia dei tuoi tirapiedi? E intorno il vuoto.


Mi sa che vi conviene al più presto gettare dalla finestra le barzellette scritte su quei fogli. Non fanno neanche ridere. Provate a pensare cosa desiderano realmente le persone. Aprite la finestra, ogni tanto, e guardate se il cielo è ancora azzurro o il mare ancora blu.


Avete mai immaginato, così, di passare un anno per strada e vivere di quello che trovate o che riuscite a farvi dare? Abbandonate i vostri cruciverba, e provate.


Forse vale più di tutto il castello di fandonie costruito sino ad ora. E magari potrebbe piacervi.


Nel vostro personale vocabolario le parole gente, persone, esseri umani, vi dicono ancora qualcosa?


Ti avverto che quello a cui hai assistito oggi in questa stanza e tutt'intorno a quest’eremo dell’idiozia, possiamo ripeterlo, ma con maggiore violenza. E a quel punto sarai tu l’unica(o) responsabile di quello che accadrà”.


Robaxia rimase in silenzio .


Era provata(o) per la situazione e, forse, per le parole ascoltate. Si alza dal pavimento, si ripulisce alla bell'e meglio e tenta di aprire una porta ed uscire. Di colpo torna sui suoi passi e rivolta(o) al quadro, proclama ” Come ti permetti di arrogarti il diritto di ordinare, minacciare ritorsioni e indicare cosa è meglio per la civiltà. Non sei stato neanche eletto e non conosci i nostri codici ” ” Hai ragione, nessuno qui ci ha votato e per quanto riguarda il vostro codice “d’immunità dalle cose reali”, potete anche giocarci a battaglia navale . Ma credo che già lo state facendo insieme ai cruciverba. E bada, comunque, che in quanto alla conoscenza di faccende terrene e civiltà, potremmo intrattenerti per giorni. E capiresti che vi state infilando nel sentiero più buio del buio più pesto.


Te lo ripeto, dimentica il passato, brucia quelle cartacce con le quali avete condannato la gente a pagare l’aria che respira. E’ l’ultimo avvertimento.


“Non ci penso per niente! Tu non conti nulla e non vivi questo tempo. Sparisci!”


Pronunciata l’ultima parola, il palazzo si accartocciò su se stesso. Nessuno avrebbe potuto sopravvivere a un tale crollo.


Miracolosamente, però, dalle rovine cominciarono ad uscire uno ad uno i Robaxiani. Sguardo smarrito, andatura incerta, ma tutto sommato illesi. Incredibile!


Piangevano e si abbracciavano. Erano felici per aver salvato la pelle. Si allontanarono rapidamente da quel luogo ormai ridotto ad un enorme cumulo di macerie.


E lei(lui) dov'era? Eccola(o), di nuovo in ginocchio e sorpresa(o) di muoversi ancora. Dell’arroganza che l’aveva contraddistinta(o) sino ad un minuto prima, non sembrava più essercene traccia.


Sembrava in(un) trance(s).


Tentò di dire qualcosa: aprì la bocca ma le parole non uscirono.


La pioggia smise di cadere. Il vento interruppe la sua corsa.


Comparve il sole ed un meraviglioso arcobaleno a fargli compagnia.




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Racconto scritto il 10/08/2015 - 19:15
Da gabriele marcon
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