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Il Camoscio di Renaio

Abitava in fondo ad una piccola valle sotto all’Abetaia un chilometro oltre il piccolo paese, una lunga camminata prima di incontrare la civiltà; così isolati, lui e la sua famiglia, che per andare a lavorare a Barga doveva percorrere una dozzina di chilometri a piedi.
Il lunedì, quando mio padre tornava al lavoro dopo il fine settimana, lo trovava nella piazzetta e gli dava un passaggio. Chilometri risparmiati, ma anche un allenamento in meno, visto che lo sport che praticava era quello delle corse in montagna.
Ricordo la valle trai castagni dell’Appennino, il prezioso succo di mirtillo che ci offrì sua madre e le coperte di lana artigianali che vendeva.



Centodieci d'Appennino




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Racconto scritto il 10/10/2015 - 11:32
Da Glauco Ballantini
Letta n.357 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Forse è meglio collegarlo con un punto e virgola.
Il minimalismo è voluto.

Glauco Ballantini 10/10/2015 - 19:57

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Il secondo periodo (terza e quarta riga) manca della proposizione principale. Forse è voluto, ma non mi sembra tanto opportuno.
Racconto minimalista, anzi un po' troppo.

Giuseppe Novellino 10/10/2015 - 18:34

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