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8 Dicembre 2015

Papa Francesco,
apre la porta santa della chiesa del Signore
con all'ordine del giorno: la misericordia.
Parola semplice, molto esclamata e poco applicata
che da la soluzione ai grandi problemi di miseria
ed emarginazione che non danno tregua a tante persone.
Molti saranno gli ascoltatori che nei social e
in mondovisione udiranno e vedranno la cerimonia,
dove quest’uomo, dai comportamenti inconsueti,
ci stupirà coinvolgendo ancor di più l’umanità.
Si rivolgerà, non solo ai predicatori di qualunque fede
ma a tutti i fratelli e sorelle che nel mondo,
sono in disperazione perché l’anno santo
comandatogli dal Signore ha come obiettivo,
il ritorno della comprensione e della socializzazione.
E’ da ascoltare e da applicare questo suo appello
perché alla prossima chiamata,
per entrare nel paradiso del Signore
potremmo trovare come oggetto, la parola “perdono”.
Il perdono, non è facile da ascoltare e tanto meno
da applicare se si riceve il “male”.
Una parola il “male” che equivale spesso
alla parola “fine”.
Nella vita, troppe volte, tutto va verso il male
e diventa difficile recuperare e portare il bene.
Basta pensare al controllo dell’aria che respiriamo,
alla dignità della persona e alla fratellanza tra i popoli.
Se il Signore, ha ispirato Papa Francesco
a divulgare l’uso della misericordia per aggiustare
i problemi della terra, ascoltiamolo e impegniamoci
vivendo questa occasione nel modo migliore.
Allontaniamo la parola fine per chi oggi inizia a respirare
perché l’esclamazione di dire: se Dio vorrà, non lo salverà.
L'uomo ha le sue responsabilità!



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Racconto scritto il 07/12/2015 - 15:34
Da Luciano Patacchiola
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