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Centauro

Metà uomo e metà moto-carrozzella: Emilio era un personaggio mitologico.
Perché avesse perso le gambe non lo ricordo; forse una malattia giovanile o per lo stupido gioco di saltare sul tram in corsa nel secondo dopoguerra.


Era un grande consumatore di enigmistica col gusto dell’indovinello.
Un giorno sul muretto della casa sul viale del Tirreno, fece due cerchi: “Uniscili per formare il numero 8” – Mi disse.
Cercai di unirli nella maniera migliore, ma rimaneva sempre un lavoro col difetto.
“Va bene, mi arrendo.”
Allora mise due T tra i due cerchi scrivendo OTTO.
Mise in moto il “Surace”, infilò lo scivolo e col suono acuto del cinquantino, andò in paese.



Centodieci antignanese




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Racconto scritto il 28/01/2016 - 11:32
Da Glauco Ballantini
Letta n.233 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Bellissima immagine di libertà e indipendenza malgrado gli impedimenti fisici ..metà uomo e metà uomo carrozzella.

Gabriella De Gennaro 01/02/2016 - 20:48

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Ad Antignano frazione di Livorno, ho passato molte giornate e gran belle estati a cavallo tra gli anni 70 e 80.
Il "Surace" era una motocarrozzetta per disabili del tempo...

Glauco Ballantini 28/01/2016 - 18:14

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Glauco, i tuoi racconti sono unici, li riconoscerei anche se tu pubblicassi in russo...ma sei di antignano?... in centodieci parole una vita... la tua serie di personaggi strani, anzi unici, immagino non finisca qui. Bravao Glauco, cinque telle a te, amico mio. uè!

Gennarino Ammore 28/01/2016 - 18:05

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