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GIOVANE INFLUENZA

Non credo di essere vecchia, non mi ci sento almeno, ma sono ormai diversi anni che lavoro dove mi trovo ora, quando entrai a lavorare qui ero una delle più giovani e ora di tanto in tanto arrivano ragazzi e ragazze molto più giovani di me, anche 10/15 anni. Ogniuno di loro ha il suo carattere a volte timido, a volte irriverente,ma sempre dettato dall'impetuosita' dei 20 anni; per me è sempre molto affascinante osservare come in un ambiente di lavoro complesso come il nostro, composto di molte persone, dove ogniuno ha già il suo ruolo (e non intendo solo in senso lavorativo), le sue 'amicizie' le sue 'fonti di informazioni' un elemento estraneo provoca sempre un senso di diffidenza, a cui segue un periodo di studio in cui questa persona verrà collocata all'interno di un gruppo... 'inglobata'. Quando di tanto arrivano questi ragazzetti ci sono sempre problemi. Sono il più delle volte esuberanti e mi sono trovata qualche volta a parlargli come farebbe una sorella maggiore o una zia, cercando di fargli capire che ci sono alcune regole che bisogna rispettare, anche se a volte non le capiamo. Portare rispetto a tutti, anche a persone che non stimiamo molto. Contare fino a 100 prima di rispondere e in ogni caso non farlo mai in modo insolente specialmente con un diretto superiore, anche se ha torto, anche se ti ha preso di mira, perchè è sempre possibile spiegare le proprie ragioni in modo civile, che verranno sicuramente apprezzati da una persona intelligente; parlare poco e non ascoltare nulla che non riguardi il lavoro, e soprattutto MAI MAI MAI riportare una confidenza che ci viene fatta da qualcuno anche se lo facciamo con una persona di cui abbiamo una fiducia completa. Questo è solo un indottrinamento per sapersi comportare, per i neoassunti, ovviamente l'addestramento al lavoro vero e proprio è un'altra cosa, molto più semplice tra l'altro. La cosa più divertente è vedere questi ragazzi che si ribellano puntualmente a tutte queste ed altre regole creando scompiglio e confusione in un sistema che funzionava, a volte male, ma funzionava, proprio come farebbe un elemento di disturbo, proprio come farebbe un virus. Un virus che attacca un organismo mette in crisi tutti gli organi che cercano di respingerlo e di combatterlo in tutti i modi. Se l'organismo sarà abbastanza forte riuscira' ad 'assorbirlo', a sopravvivere, se l'organismo è già malato, debole, soccomberà. Ho potuto vedere con i miei occhi persone che lavorano insieme e che per anni si sono dette alle spalle le cose peggiori, scambiandosi cattiverie e dispetti di ogni tipo, creando alleanze persino, come si fa in periodo di guerra, ho potuto vederle unirsi tutto a un tratto, finalmente d'accordo su una cosa, contro uno di questi ragazzi, metterlo in difficoltà usando toni minacciosi, persone di 40 anni a volte anche di più, sentirsi grandi, sentirsi importanti nel riuscire a provocare le loro lacrime........mi sono vergognata per loro, senza sapere nemmeno le loro ragioni, e nello stesso tempo ho provato rabbia nel dover continuare a consigliare a questi ragazzi di combattere l'ignoranza con l'indifferenza, di girare le spalle per prendere tutte le legnate che la vita aspettava di dargli, perchè comunque anche queste sono lezionog che vanno imparate, perchè dove lavoro io è l'italia, è il mondo. E quando ripenso allo scompiglio che hanno provocato e che il giorno seguente saranno di nuovo pronti a 'combattere' tutte le regole che gli sono state date, mi preparo a rimproverarli affettuosamente con una simbolica tirata di orecchie, ma ben sapendo che dentro di me sorridero' pensando che una decina di fa ero esattamente come loro, ero un virus venuto a creare scompiglio, un virus che per fortuna non è stato ancora completamente assorbito dal suo organismo e che ogni tanto è ancora capace di provocare qualche fastidiosissima influenza!



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Racconto scritto il 03/03/2016 - 17:29
Da Silvia Simona Biolcati Rinaldi
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