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Ottantasei passi

Ottantasei passi per quarantadue, tali erano le dimensioni del magazzino da controllare, dall’esterno, dal caporale Bastiano del secondo reggimento del “Genio Pontieri”.
La guardia l’aveva già fatta a quei magazzini, ma di giorno, durante l’estate e non era andata male; un bel turno all’aria aperta, girando intorno all’edificio numero due.
Che cosa contenevano di così importante quelli edifici accanto al vecchio convento trasformato in caserma?
“Armi ed equipaggiamento per armare cinquemila soldati in caso di necessità” - gli aveva detto il sergente che fungeva da capoposto.
Mettiamo che la Jugoslavia ci dichiarasse guerra e le sue armate irrompessero nella pianura padana, occorreva fermarle e prepararsi a combattere.
“Mah, siamo nel 1990, il muro di Berlino è appena crollato, e ancora aspettiamo le orde rosse?” Pensava Bastiano.
Il materiale bellico custodito era poi costituito dalla dotazione base dell’esercito, i moschetti a otto colpi M1 Garand che, per esperienza personale, erano più pericolosi per chi era dietro al mirino che davanti. I proiettili s’inceppavano spesso nel fucile e, per estrarli ci voleva molta cura.
Come si sarebbe potuto contrastare l’invasione con quel materiale?
Se lo era chiesto già in estate.


Stavolta gli era toccata una guardia invernale, dodici ore in cui si alternavano il turno di guardia e il riposo.
Il secondo turno di guardia, dalle una alle tre, era proprio duro. Già infreddolito dal primo e con la nebbia che si era abbassata, le fredde luci al neon, che circondavano gli edifici, spandevano un indistinto alone biancastro intorno senza fare molta luce.
Non si vedeva bene, ma in compenso c’era da combatterla, e non con i fucili, la nebbia che inzuppava la mimetica. Ti ritrovavi l’umidità dappertutto, e poi Bastiano abitava sul mare, quella cosa lì non l’aveva mai vista, non così almeno!


Uno due tre… ottantasei, si era messo a contarli per tenersi sveglio, i passi che doveva fare sul lato lungo del fabbricato, prima dell’angolo che, a volte gli faceva vedere il commilitone che faceva la guardia all’altro edificio.


Uno, due, tre… quarantadue e via, per l’altro angolo.
Un momento.
La sua attenzione fu attirata dalla porta dell’edificio. Non era completamente chiusa quando ci era passato vicino. Era intento a contare, in quel momento ma ora che il conto ricominciava, rivide l’immagine che gli tornò alla mente.
Era meglio controllare.
Tornò sui suoi passi fino alla piccola porta a due ante al centro del lato corto. Effettivamente non era chiusa bene, una dimenticanza di qualcuno che ogni tanto andava a controllare il materiale, forse.
Così decise di controllare se fosse aperto.
La porta faceva resistenza ma era aperta. Avevano ceduto i fermi in alto, e anche se all’apparenza chiusa, si poteva entrare.
Un po’ di forza in più e...


Il caporale Bastiano accese la torcia che si era portato per dare un’occhiata ma, incredibile, non credeva ai suoi occhi.
Il magazzino era completamente vuoto.
C’erano le rastrelliere per le armi ma nessun fucile, nessun segno di una presenza recente di alcun che.
Stava facendo la guardia a un edificio vuoto, chissà da quanto! Le guardie festive, i turni e gli arrabbiamenti per quattro mura cadenti e un tetto.


Bastiano richiuse accuratamente la porta dietro di sé e continuò il suo giro.
Al ritorno dopo il turno di guardia, al sergente che gli chiese se ci fosse qualcosa da segnalare rispose:
“Niente, proprio niente.”


Non voleva noie il caporale Bastiano, solo il congedo in primavera e tornare al mare.




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Racconto scritto il 13/04/2016 - 08:38
Da Glauco Ballantini
Letta n.1539 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bastiano è il nome della fortezza che Buzzati pone ad avamposto nel Deserto dei Tartari, il comandante è Drogo.
L'ambientazione è piacentina ma l'episodio è inventato anche se vista l'organizzazione poteva succedere, anche senza dolo... grazie dei commenti.

Glauco Ballantini 14/04/2016 - 08:56

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Caro Glauco meglio non potevi descrivere le assurdità della vita militare e le regole che la governano.Gran bel racconto.Bastiano,un uomo intelligente.5*

Gabriella De Gennaro 13/04/2016 - 21:14

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Solo tornare al mare, e al diavolo le incongruenze militari...scava la buca, copri la buca.... bel racconto, ben scritto, accattivante. Bastiano è un nome che mi ricorda qualcosa, o forse Bastiani, non era il Desertio dei tartari?...c'è attinenza o è un caso?
5 stelle

Gesuino Faedda 13/04/2016 - 15:40

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