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La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota- Squadra. BIANCA

CAMPIONATO LETTERARIO A SQUADRE DI OGGI SCRIVO
IL TEMA DI LUGLIO:
La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota (Michael Althsuler) – SQUADRA BIANCA
Marco e Raffaella si incontrano spesso, non si tratta solo di attrazione fisica, ma la voglia di confrontarsi, scontrarsi a volte, diventa quasi un’occasione per sfidarsi soprattutto su certi argomenti sempre scottanti.
Hai letto il giornale stamattina ? Dice Marco. Ho guardato le prime pagine. Ormai è il solito necrologio – dice lei. La gente non è mai contenta, vuole sempre di più anche se ha tanto.
E’ sempre stato così. Si vorrebbe che il tempo futuro fosse migliore di quello passato. Mi viene in mente quel racconto del Leopardi, ricordi ? Non fare il letterato, ribatte Raffaella, ma non farla troppo lunga. Se non ricordo male il titolo era: “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”:
Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Pass. Almanacchi per l'anno nuovo?
Vend. Sì signore.
Pass. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Vend. O illustrissimo, sì, certo.
Pass. Come quest'anno passato?
Vend. Più, più assai.
Pass. Come quello di là?
Vend. Più più, illustrissimo.
Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Vend. Signor no, non mi piacerebbe.
Effettivamente quello che dici ha un fondo di verità, ma non credo si riduca tutto a questo, afferma Raffaella un po’ perplessa. Vedi, rivolgendosi a lei, pensare allo scorrere della nostra vita, spesso si rischia di accrescere la dicotomia fra l’immaginario e il reale. L’immaginario suggerisce una vita serena, lontana dalle malattie e dai problemi, una famiglia nella quale ritrovare tutti gli affetti e la condivisione di tutti quei valori più sani e genuini. Questo per quanto riguarda l’introspezione dentro il nostro animo e la piccola comunità che ci circonda.
Guardando fuori, si vorrebbe un mondo più buono, senza guerre, senza la fame nel mondo, senza catastrofi, senza tutti quei necrologi che i TG puntualmente ci raccontano, ma che siamo abituati ad ascoltare con poca attenzione tutti i giorni. Anzi ne abbiamo fatto una quotidiana rassegnazione pensando all'ineluttabilità delle cose. Nel nostro animo vorremmo coltivare la “globalizzazione della bontà” in ogni sua espressione migliore.
Marco, allora cosa facciamo ? subiamo passivamente tutto ? Leggiamo i giornali, ascoltiamo quello che gli altri vorrebbero fare e non fanno ? Ma nessuno fa nulla realmente !
Vedi, Raffaella, la realtà è più cruda, più immediata, meno tranquillizzante. I problemi economici del paese influiscono sullo stato d’animo, cresce l’ansia, il futuro pare incerto, giacché poco possiamo fare per cambiarlo di fronte alle speculazioni delle banche centrali e nazionali che vogliono comprare tutto, anche quel poco di buono che è rimasto.
Le guerre continuano, i bambini muoiono per fame e per le malattie, l’effetto serra aumenta i cicloni e i disastri aumentano, non si fa prevenzione perché costa, è più comodo annunciarla in ogni incontro internazionale, meglio attendere le catastrofi e i morti, così si spenderà di più a favore di pochi e a scapito di molti.
Magari costruendo di nuovo sulle rovine nuove case, strade e chiese, edificando di nuovo sulle macerie umane, in modo che cresce anche il PIL con la gioia di tutti coloro che speculano sulle sofferenze degli altri.
Ho letto alcune informazioni di economia e mi sembrano fasulle anche quelle, interrompe Raffaella.
Marco incalza, stanno scomparendo importanti certezze come il traguardo della pensione, anzi, stanno cadendo altri traguardi non meno importanti. Il lavoro ed i diritti che lo hanno accompagnato per decenni, pensando che fossero definitivamente acquisiti, ma che oggi la realtà dimostra che di acquisito non esiste più nulla in nome di quel “mercato” troppo spesso evocato ma di fatto sconosciuto.
Si vive di più ma si convive con malattie frustranti e, a volte, molto dolorose. Troppo pessimisti o troppo realisti ??
Allora sorge, all’improvviso, la terza via quella dei sogni misurati e della concretezza positiva. Ma c’è qualcosa a cui non si vuol rinunciare, quel qualcosa che nasce dagli affetti più cari, ancora e sempre, dalla famiglia fino a giungere ad una vita serena senza sprechi, né manie di grandezza ?
Raffaella, proviamo invece a pensare a noi stessi. Non in senso egoistico, ma ragionando su quello che possiamo veramente fare. Torniamo a domandarci chi siamo, cosa vogliamo o cosa vogliamo essere.
Allora cominciamo a declinare qualche pensiero che ci aiuti a comprendere il nostro ruolo nella vita.
Allora cosa proponi, qual è la tua ricetta ? – ribatte Raffaella, tutta presa fra l’impazienza e la curiosità.
Nessun vero successo può essere ottenuto attraverso la sofferenza, QUINDI, il vero successo è uno solo, quello che si ottiene attraverso l’entusiasmo e la gioia.
Ci siamo mai chiesti cosa significa la parola ENTUSIASMO che spesso pronunciamo con facilità ?
La parola ENTUSIASMO deriva dal greco antico “EN-THEOS-SIASMOS”, che vuol dire, In collegamento con il Dio spirituale.
Adesso sei anche scorretto, ricorri perfino al greco, dice Raffaella sorridendo, ma continua!
L’opposto di entusiasmo è LA PAURA. Ecco la lotta fra due estremi, perché siamo esseri “duali” che vivono questo conflitto interno e tanto più siamo deboli all’interno, tanto più saremo influenzati dall’esterno.
I soggetti distruttivi, posseduti dalla paura, ma anche quelli indecisi si ritengono vittime della sfortuna, senza riconoscere di essere loro stessi la causa degli eventi negativi di cui la loro vita è tipicamente ricca. La “sfortuna” non esiste è solo un’interpretazione della manifestazione che si può evidenziare in grandi o piccole cose. Quindi le ragioni della nostra vita le dobbiamo ricercare dentro noi stessi. Non a caso già Socrate diceva: “Conosci te stesso ?”.
E’ sicuramente uno sforzo non indifferente ricercare le ragioni della nostra esistenza che non possono essere quelle descritte in modo negativo da Sartre o Kierkegaard, quasi dando ragione a chi diceva: “… che fatica essere uomini.. “
Lo sforzo non è solo individuare, ma perseguire con costanza quegli obiettivi che ci siamo posti, senza mollare, senza perdersi d’animo davanti alle difficoltà che la vita ci pone davanti.
La vita ha lo scopo di permettere a noi stessi, alla nostra anima di evolvere, di crescere, grazie alle azioni costruttive di cui può arricchirsi, alle informazioni che da esse scaturiscono, come esperienze che si vivono nel tempo e che divengono patrimonio della nostra mente e del nostro corpo.
La corretta simbiosi fra anima e campo mentale possono potenzialmente comunicare per la realizzazione degli obiettivi. Ma qual è lo strumento che riesce a coniugare queste due realtà ?
LA CONSAPEVOLEZZA. Questa energia, intanto, ci fa comprendere la debolezza del corpo fisico, le sue limitazioni e dall’altra, la forza della nostra energia positiva.
Ecco la parola magica, Marco, adesso sono d’accordo con te. Ma quanti sanno cos’è ??
Marco accentua con enfasi il ragionamento. In questo modo cominciamo a disegnare e definire le regole della nostra “guida sicura”. Avevamo detto che dobbiamo conoscere noi stessi, Attraverso questo percorso sappiamo ora chi siamo, chi non potremo essere, perché il corpo fisico è un limite, ma chi possiamo essere perché abbiamo la capacità mentale di VOLERE.
La comprensione piena e chiara del significato della nostra vita ci fa comprendere anche l’esistenza della morte del corpo fisico.
Potremmo perfino affermare che lo scopo della nostra vita non è l’immortalità del corpo, ma il raggiungimento degli obiettivi dell’Anima.
Raffaella rimane assorta, ammutolita. Marco la guarda, non voleva convincerla, ma provare a fare un ragionamento intenso, profondo.
Continua - quando ci si mette alla guida della nostra vita è solo pensando in modo costruttivo, indipendentemente dalla nostra condizione, che creiamo il reale, effettivo presupposto affinché anche la propria condizione può migliorare.
Infine, è giusto preoccuparsi per tutto quello che accade nel mondo, ma se dobbiamo preoccuparci, è importante che iniziamo da quello che facciamo noi, adesso e in ogni momento della nostra giornata.
Ogni attimo della nostra vita è un miracolo di cui essere immensamente felici, non dobbiamo sprecarne nemmeno uno !!!
Marco, non dice più nulla, Raffaella rimane colpita lo guarda e per alcuni minuti si guardano in silenzio !!!



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Racconto scritto il 24/07/2017 - 09:12
Da ALFONSO BORDONARO
Letta n.136 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Ho letto un magistrale racconto su pergamena.
Il mio lieto meriggio.
*****

Rocco Michele LETTINI 24/07/2017 - 16:32

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Leggere un tuo racconto è sempre approfondire la conoscenza. Già in un'altra occasione ti ho definito un Filosofo...
Penso sul serio che tu lo sia, perché, leggendo ti, sembra di trasferirsi in un'aula universitaria ed ascoltare una bella lezione sulla consapevolezza.
Sempre interessante, con cognizione di causa e per niente pesanti i tuoi racconti.

Teresa Peluso 24/07/2017 - 13:28

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Alfonso,
...solo per dirti che mi dispiace tanto, ma per nn far torti, nn leggerò i racconti di nessuno per mancanza di tempo, almeno per un pò.
scusami, ma per la stima che nutro nei tuoi confronti, era doveroso dirtelo

laisa azzurra 24/07/2017 - 13:01

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ALFONSO....L'interlocutore di Raffaella è Marco ma io faccio un applauso a te che conoscendo la materia e non solo hai fatto capire a Raffaella e a tutti noi l'importanza della "CONSAPEVOLEZZA " con argomenti profondi e cognitivi che solo tu puoi fare...Sei bravissimo non solo come poeta ma anche nei racconti che sono dei trattati da cui attingere verità che ci aiutano a vivere.Bellissimo scritto ti faccio i miei complimenti Ciao

mirella narducci 24/07/2017 - 12:43

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Hai scritto un racconto stupendo.Complimenti.

antonio girardi 24/07/2017 - 12:24

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Un racconto ben costruito, ricco di profonde e importanti riflessioni. L'atmosfera dialogante rappresenta di per sé un buon esempio.. per come si possono migliorare le cose..

Francesco Gentile 24/07/2017 - 12:17

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grande Alfonzo bel racconto

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 24/07/2017 - 12:06

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