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Buongiorno

Buongiorno a te che ti ergi vilmente nel vuoto delle ombre dorate e, fissandomi da torri d’avorio malferme cosparse di pece, mi vedi senza guardarmi.
Buongiorno a te, servile vassallo del tuo demone insulso, algida mente che riempie il suo miserabile tempo di fragorosi silenzi e sordidi inganni per celebrare il suo ego stantio e celarlo alla bianca luce del sole.
Un solo buon giorno possa Iddio donare anche a chi, come te, mendica lustro a suon di pacchiane elemosine nel clamore assordante di nullità sovrane e immonde congiure.
Possa arrivare il buon giorno per rimettere gli osceni deliri della tua vanagloria ai tiepidi inverni che hai indegnamente vissuto senza orme né rotte da tramandare. Quando il tramonto avrà sciolto le ultime nevi sui castelli di carte del tuo torbido regno la Vergogna inonderà le tue membra corrotte prima che la Morte le abbia ingoiate e non cesserà sino a quando, di nuovo, buongiorno sarà.
Buongiorno a chi sottovoce si è spento onorando il suo tempo e quello degli altri, risorgendo ogni volta in quel seme grato per sempre al prodigo solco che lo germoglia tra echi lontani di aratri perenni, rivoli audaci e terre benigne. Buongiorno a chi cammina sul filo e scrutando il Cielo se ne va tremando come erba in burrasca: nessuna pietà per chi si prostra al miglior offerente, né carità per chi si vota a delatori e mercanti di sangue.
La Dignità non è mercanzia per cospiratori o rinnegati, ma un vessillo a forma di croce avvolto in un cerchio di fiamme e lapilli che svetta tra nuvole e onori.
Buongiorno a chi si spoglia delle catene e non ha altro che occhi traditi nelle luci del volto scavato.
Eppure te li donerebbe un istante per mostrarti cosa si prova ad essere funamboli erranti, sospesi tra le spire ammalianti di una notte beffarda e l’alba velata di un nuovo buon giorno.



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Racconto scritto il 16/04/2018 - 19:04
Da Nando Silvestri
Letta n.1375 volte.
Voto:
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Commenti


Buongiorno a lei Mirella e grazie del commento. Cosa sarebbe la vita di una persona gettata nelle fauci dei suoi demoni senza un solo attimo di "luce", anche poco prima della sua fine? E cosa sarebbe quella degli altri senza aver mai provato a punire quegli spettri malvagi? Il silenzio e l'ignavia potrebbero configurarsi come antieducative forme di complicità. Vivere senza lasciare alcun Segno è la più truce delle sconfitte. Questo è il mio modesto avviso. Cordialità.

Nando Silvestri 17/04/2018 - 10:36

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NANDO...Buongiorno, il sole brilla per tutti gli onesti e i farabutti.Racconto molto forte. Quello che mi stupisce è che hai un saluto per tutti, nonostante le amarezze che elenchi e questo è motivo di crescita interiore. Molto piaciuto il racconto.

mirella narducci 17/04/2018 - 09:54

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