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Fuori dal tempo

Mani madide stringono il tempo
fino a spremerlo per un’attesa smaniosa.
Le ore passeggiano tranquillamente
incuranti di chi attende freneticamente
il loro passaggio rapido.
Vorrei vederle correre impazzite,
quasi a non riconoscere più i numeri,
invece, loro dispettose, rallentano, chiacchierano,
e con fare provocatorio si prendono gioco di me.
Ora ordino loro: rallentate, riposatevi, anzi fermatevi,
ma, con fare beffardo e irritante
si mettono a correre a perdi fiato
a rincorrersi in un gioco senza sosta.
Quale forza impone al tempo ad andare lento?
Quale gioco spinge il tempo ad andare veloce?
Lui procede sempre con lo stesso passo cadenzato,
e ai miei occhi si dilata e si restringe a suo piacimento
sempre all’opposto di ciò che gli chiedo.
E allora?
Non ti attenderò più!
Non sarò più oppresso dal tuo ritmo,
non avrò più tempo, per pensare al tempo.



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Opera scritta il 23/02/2015 - 14:43
Da gerardo leo
Letta n.1876 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Semplicemente bella. Ciao

Danilo Di Prinzio 25/02/2015 - 08:45

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Complimenti, interessante poesia, piaciuta molto. Ciaooo

Fabio Garbellini 24/02/2015 - 07:15

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molto bella!!!complimenti

Ludovico Poggi 24/02/2015 - 02:48

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