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IL MIO ANGELO CUSTODE

Finalmente un
po’ di relax, guardo di sottecchi i miei figli che gironzolano per casa, ormai sono degli uomini forti, vigorosi, belli e sani….
Sani, già questa parola la vedo proiettata nella mia mente a caratteri cubitali fino a trapassarmi l’anima e penetrare nella nebbia dei miei ricordi……
Un dolore lancinante e come in un film a rallentatore rivivo quei momenti.
Sono passati quattordici anni ma, la ferita ancora non si rimargina, eccomi là con in mano l’esito della mia gravidanza tanto desiderata: “POSITIVO”. Salti di gioia e poi cercare febbrilmente mio marito per dagli la notizia.
Sembriamo due adolescenti innamorati persi alla prima esperienza e invece era già la terza gravidanza!!!!
I giorni si susseguono rapidamente in un’atmosfera ovattata quasi irreale, sono al settimo cielo, e tra un’ecografia e l’altra eccomi arrivata al quarto mese, ancora un’analisi importante l’amniocentesi e poi potrò godermi tranquillamente la gravidanza. Piccolo mio, sento i tuoi primi timidi e dolci movimenti , come voler ricordarmi la tua esistenza, e io orgogliosa accarezzo la mia pancia e prego, prego…
Dopo tutti gli accertamenti di routine, finalmente, libera con mio marito di prendermi una piccola pausa e andare in montagna in attesa del responso.
Poi una banale spiegazione e rientrare prima del previsto e con il cuore in gola di corsa all’ospedale.
Senza tante cerimonie eccomi lì messa di fronte alla brutale realtà da un’infermiera:
“Lei è l’unica che non ha chiesto l’esito dell’amniocentesi, e purtroppo qualcosa non và”.
Silenzio, solo il battito impazzito del mio cuore, l’eco di quelle parole l’urlo strozzato in gola e gli occhi annebbiati dal dolore in cerca di una rassicurazione, poi il nulla.
Il senso di vuoto, di tradimento, la mano scende istintivamente sulla pancia e finalmente il pianto disperato irrefrenabile scatenato dalla dura realtà. Si è infranto un sogno!!
Il ricovero, l’interruzione o aborto terapeutico, poi tanto dolore e mille domande e una muta preghiera:
Piccolo mio, non ti vedrò correre sui prati, non sentirò il tuo profumo e la tua tenera voce chiamarmi, ti prego di perdonarmi se ho deciso che questo mondo non è adatto a Te, così non conoscerai mai la sofferenza, ma resterai sempre il mio Angelo Custode.



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Opera scritta il 11/10/2011 - 12:38
Da MARIA MADDALENA SCANNELLA
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