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ORIZZONTE DI SPERANZA...

Era giunta quella notte...come un suono misterioso,
il ricordo di mia madre che piangeva senza tregua...
quasi conscia che la vita percorreva senza sosta,
il suo ultimo tragitto in un mare senza volto.


Caricammo la speranza sullo squallido gommone...
e lasciammo il ricordo in un luogo senza nome...
io bambino di sei anni... coloravo i giorni tristi...
ma quel nero ODIO umano, ha travolto i miei ricordi.


Era l' onda impetuosa che stordiva la paura...
e quei sibili di vento spaventavano le menti...
quei due occhi di mia madre assetati d'orizzonte...
riportavano alla vita di progetti e di speranze .


Ora l'attimo...voluto e magari non compreso...
ora il vuoto di un istante improvviso e non previsto...
quella barca traboccante lascia spazio alla paura,
lascia un segno senza fine in quel fondo d’acqua scura …


era il blu del terrore circoscritto dalla morte...
che ha inghiottito la mia mamma in quel sogno senza sorte...
mi parlava ...mi feriva, mi portava nel profondo...
mi mostrava senza accenni l’esistenza senza sfondo.


Apro gli occhi lentamente …c’è qualcuno che mi parla…
e’ la vita che mi ha offerto quell’ennesima ragione,
quella voce ormai trafitta or ritrova la costanza…
per capire che mia madre mi ha lasciato la SPERANZA.




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Opera scritta il 16/02/2016 - 18:52
Da Giandomenico Addis
Letta n.1715 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Dal sacrificio di una mamma, la speranza di una nuova vita migliore. Tema attuale, tragedia dei nostri giorni. Bravo. Ciaooo

Fabio Garbellini 17/02/2016 - 06:59

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