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Refuso
il baratto di vocali
storpia il tuo nome
ne ridi , signorilmente
il bimbo sghemba la corsa
regala già altrove
incerte parole
Nel giardino delle fate
i nani son d’ angolo ,
brindisi e voli di sughero
il soffio che spegne
non è mai al giusto tempo.
Lo scartabellare doni
ha dello sfarfallio
il compulso movimento ,
sosta forzata
d’un deja vu già visto
resta l’attesa d’un vento
che mi porti via
vana
vanesia.
Mi sento il tocco della mezza
d’una campana che fa solo l’ore.
Nel miscuglio della notte in venire
ogni voce
troverà la giusta colonna.



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Opera scritta il 07/07/2017 - 12:38
Da stefano turchi
Letta n.1432 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Un tocco giusto la tua poesia...mi è piaciuta assai!

margherita pisano 07/07/2017 - 19:57

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