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Il cuore mio che palpita per un amore impossibile.

Ogni mattina,il giorno era come se aspettasse prima che aprissi gli occhi per ricordarmi di quanto eri bella!


Perdevo momenti interminabili davanti allo specchio a pettinarmi e mi immaginavo di vederti apparire nell'incanto ogni momento vissuto con te;


ma tu avresti corrisposto il mio amore? mi chiedevo mentre uscivo di casa.
Non si comanda l' amore, Franco! mi tornavo a ripetere;
e poi io cos'ho rispetto agli altri per non dovergli piacere e da qui sorridevo.
Cosa sono mi dicevo mentre ti parlavo scrutando nella profondità dei tuoi occhi, il mare, il cielo il sole e le stelle senza te?
Del mare poi ne sei come la schiuma che sugli scogli lascia il proprio sale
o quando s'imbatte l'onda leggera e lenta lungo la battigia fra le rive del nostro amore inimmaginabile.
Gli occhi tuoi che si incrociano con i miei nell'autobus e che
spezzano l'incantesimo delle parole prima di dirle ...
sussurrandotele semmai per scherzo senza dirle, senza dirle;
un tragitto che diviene un cammino difficile di sguardi che poi si allontanano mano mano lentamente per poi ricomparirmi dopo che esci da scuola.
Lì sul viale i passeri cinguettano tra le fronde degli alberi come se stessimo sotto le mura del Castello, posto sul colle più alto;
e un viavai di carezze si succedono continue, baci. Di tesori miei ridetti o quanti ti amo, coccole ripetute di strette tra le braccia, bronci e pacificazioni
anche le labbra hanno avuto intorno a se qualcuno per cui languire;
io invece non ho ancora un amore per cui struggermi o morire.
La porta del cuore è un uscio incontrollato da cui basterebbe poco per lasciarsi andare per entrarne o per uscirne senza essere visti.
Poi il momento cruciale che pareva opportuno per esprimerti tutto il mio amore circondato da
quel mare di silenzio in cui d'un tratto mi sono sentito inondare
ma tu, m'hai preceduta bloccandomi prima che lo facessi io.
la mia voce s'è trattenuta in gola inespressa.
Il cuore mio che palpita per un amore, un amore impossibile.
Tu che non capivi, quanto ti avrei potuta amare, anziché gioire, ridevi di me con le tue amiche, forse per il fatto d'esser povero, ma di certo non di sentimenti
poi ti rividi, dopo tanti anni proprio là sul viale che passeggiavi i nostri occhi si reincontrarono e la mia presenza ti fece sussultare
le anime nostre hanno gioito vedendosi.
Il cuore mio che palpita per un amore impossibile.
Siamo rimasti al tempo stesso fermi a quei momenti passati, tra i sospiri ed i ricordi di quegli incontri che ritenevavo come banali
quei momenti in cui non ci siamo dati effusioni d'amore quando ci sarebbe bastato assai poco per saltare da labbra in labbra ed affondarci negli occhi.
Ti sei ricordata di aver trascurato il nostro amore spezzato fin prima della nascita ed il perdono ho veduto calarsi dai tuoi modi gentili mentre i raggi della tua bellezza si facevano più compendiosi
Ho immaginato come sarebbe potuta essere bella la mia vita vissuta insieme a te, e tu di me nutrire, il mio amore impossibile.


Francesco Currò


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Racconto scritto il 04/06/2020 - 00:13
Da Francesco Curro
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