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Il cono

Avete presente i coni stradali, detti anche coni segnaletici di colore arancione? Ebbene, anni fa, mentre stavo passeggiando, notai uno di quei birilli sopra il marciapiede, precisamente di fronte ad una abitazione dalla porta rosa confetto. Evidentemente la manovra errata di qualche automobile l'aveva fatto sbalzare proprio in quel punto. Sogghignando, lo raccolsi per portarmelo via in quanto sapevo come sfruttarlo.
In buona sostanza ero stato invitato ad compleanno, ragion per cui per apparire originale, decisi di adattarlo a mo' di cappellino da festa. Appena arrivato a casa, lo forai con un trapano per ottenere due buchini, uno a destra e uno a sinistra, correlando all'estremità un elastico decisamente resistente. Il rischio di dimostrarmi ridicolo era elevato, tuttavia, volli rischiare.
Quella sera non feci scalpore, semmai furore. Mattia, il festeggiato si congratulò entusiasticamente per l'idea. Persino gli altri invitati fecero lo stesso mettendomi positivamente al centro dell'attenzione.
Irene, la fidanzata di Federico, un caro amico mio, al contrario, avvertì un certo disappunto nei miei confronti.
"Non capisco come fa con quel coso in testa ad avere... così tanta considerazione." osservò stizzita.
Tali parole non passarono inosservate al sottoscritto. Mi limitai a voltarmi per farle una linguaccia. E con estremo compiacimento mi scatenai ballando, scherzando e ridendo con tutti.
Ad ogni modo, a quel birillo rimasi LEGATO e lo utilizzai successivamente per un buon numero di volte. Purtroppo, nell'ultimo party, tolsi momentaneamente il cono per appoggiarlo sopra una sedia dal momento che dovevo asciugarmi il sudore con un fazzolettino di carta. Un ragazzo, che aveva ingurgitato tanti pezzi di tavola calda e tracannato troppa birra, gli scappava di vomitare. Per non rigettare a terra ed evitare una figura di merda, prese la prima cosa che gli capitò tra le mani ovverosia il mio adorato cappellino di plastica. Irrimediabilmente, un CONATO di vomito riempì il cono. Si, insomma, il tizio, ahimè c'aveva rimesso dentro ed io ci avevo rimesso il cono. Minchia, mi schifai a tal punto di non volerlo più. Infuriato lasciai la festa nemmeno a metà.
Per consolarmi andai a prendermi un altro cono. Gelato però, al bar vicino casa.



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Racconto scritto il 05/07/2020 - 14:17
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.161 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


... per non deluderlo, ecco, nel finale ho fatto in modo di inserirne uno, tra l'altro per evitare di far affogare nell'amarezza l'io narrante. E come disse un Anonimo:
--- Non c'è niente di sbagliato in me che un po' gelato non possa correggere. ---
Grazie ancora a tutti voi!

Giuseppe Scilipoti 08/07/2020 - 12:52

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Maria Luisa, Alberto, Santa, Romeo, Ernesto, Giulia Rebecca, Barbara e Afrodite grazzzzzie per i vostri commenti.
È "festa" grande per me sapere che avete gradito questa mia ultima pubblicazione.
il solo prendere in esame il titolo, la prima cosa che un lettore potrebbe pensare è proprio un cono di quelli che vendono nei bar, nelle gelaterie, nelle Ape Car degli ambulanti e qualsivoglia. Quindi...
(segue risposta)

Giuseppe Scilipoti 08/07/2020 - 12:45

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Ciao Giuseppe, ho letto tutto d'un fiato il tuo racconto molto fluido ed originale, come al solito, soprattutto nell'epilogo finale, in cui un improvviso conato di vomito, risolve in modo buffo una serata diventata un po' ingombrante per qualcuno.
Alla prossima

Afrodite T 07/07/2020 - 21:07

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Veramente molto spassoso questo racconto!!! Complimenti Giuseppe

barbara tascone 06/07/2020 - 19:04

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Giocoso nel dare forma e forza a un oggetto dai molteplici significati; il cono resta fermo ai tuoi controinvestimenti, riconoscendogli l’esatto opposto a ciò che confida di essere.
Baci

GiuliaRebecca Parma 06/07/2020 - 18:57

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Carino assai questo racconto. Ma come ti vengono? Fantasia? Grande capacità di osservazione? O che?
Mi ricordo che sei abile da parecchio tempo a farci sorridere.
Una volta ci prendesti in giro tutti. Ricordi?
Ciao

Ernesto D’Onise 05/07/2020 - 22:05

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...Racconto molto simpatico e, sinceramente, fuori dal soliti schemi...cioè quelli dei racconti dei rapporti fra gli esseri umani o tra gli animali...

romeo cantoni 05/07/2020 - 18:44

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Oltre a come li hai giustamente definiti tu, c'è anche chi li chiama 'cinesini'. Ancora una volta ci hai dimostrato che la tua fantasia non ha limite. L'accostamento dei termini appropriati al soggetto del testo è sempre geniale. Lo

Il tutto condito con estrema ironia e genuinità fa emergere quel simpatico fanciullino che è in te. Un bravo per la scrittura, uno per la fantasia ed uno per la simpatica ironia. Visto quanto premi? Sono tutti per te. Ciao alla prossima.


santa scardino 05/07/2020 - 18:27

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simpatico come racconto. Mi ha fatto sorridere. 5*

Alberto Berrone 05/07/2020 - 18:07

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Simpatico racconto, certo che ne hai di fantasia Giuseppe.

Maria Luisa Bandiera 05/07/2020 - 17:44

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