Una densa coltre di nebbia
pari ad immenso sudario,
avviluppò la città
rendendola angosciante e tetra.
pari ad immenso sudario,
avviluppò la città
rendendola angosciante e tetra.
Era d’inverno…
il vorticar della bruma
sgorbiò le insegne
che ciarlarono tutt’altro linguaggio,
quanto la luce opalescente dei lampioni
ritrasse figure dai contorni svanenti
L’umano sentire
palesò turbamento,
foriero di intrighi e raggiri
che dissuasero il vagolar
per angusti calli ed ombrose vie.
Poesia scritta il 10/02/2026 - 10:26Letta n.28 volte.
Voto: | su 1 votanti |
Commenti
Il turbamento dell'umano sentire trova spazio anche tra le fitte nebbie..
Piaciuta ed apprezzata molto, bravo come sempre.

Piaciuta ed apprezzata molto, bravo come sempre.

Maria Luisa Bandiera
11/02/2026 - 07:24 --------------------------------------
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



