RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Fai qualcosa di grande


Non dovete dimostrare a voi stessi che gli altri hanno torto su di voi.

Dovete dimostrare che non hanno capito chi siete, costruendo ciò che loro non riuscirebbero mai a fare.... (continua)


Ejay Ivan Lac 05/05/2026 - 21:17
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Falsa Amicizia


Quando la vidi
mi sembrava sciogliersi d'amore sotto il sole.
Gli occhi erano vividi, ma non c'era dolcezza.
Pulsava di quell’odio recondito
che sa strisciare tra le trame dell'inganno.
C'è stato un tempo in cui non capivo...
che ciò che si palesava come amore
era inganno intriso di veleno.
C’è stato un tempo in cui non ho capito
che non è mai stata un'amica.... (continua)

Angela Randisi 20/12/2025 - 09:56
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fermarsi


Se guardo avanti vedo una luce netta, palpabile e cinica.
Consapevole dell’impossibilità di fermarmi, cammino nella lunga via della nostalgia senza voltarmi.

Il ricordo è vivo. Doloroso.
Non sempre con la stessa intensità — un po’ come le onde del mare: talvolta assenti, altre volte deboli, altre ancora così devastanti da non poterne immaginare le conseguenze.

Vago come se sapessi dove sto andando.
E forse lo so, ma non voglio pensarci: la consapevolezza porta tristezza, e se esiste un minimo dubbio lo accolgo, così da poter sentire l’ebrezza dell’incertezza.

Aspetto il dolore.
Voglio conoscerlo in tutte le sue sfaccettature.
Credo sia questo il modo migliore per attutirlo: viverlo pienamente.

Nel frattempo, lungo il tragitto, mi fermo un attimo — che in realtà sembra molto di più.
Trovo strano il tempo: attimi infiniti e anni rapidissimi. Non l’ho mai capito. Meglio così.

Tornando a quell’istante, mi sono fermato e ho guardato fuori dal finestrino.
Era bellissimo... (continua)


IL CONTE M. 11/02/2026 - 16:23
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Finalmente ti ho trovata


Guardo i tuoi occhi stanchi, nascosti dietro un sorriso che mostri a milioni di persone.

Vorrei incontrarti, attraversando strade tortuose, illuminate dal giorno e dalla notte, solo per sentire il profumo della tua anima e ascoltare la melodia di un cuore che alterna ombre profonde e giornate leggere.

Guardarti negli occhi e sussurrarti… “Finalmente, ti ho trovata.”... (continua)


Ejay Ivan Lac 08/05/2025 - 12:40
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Fino a quando io ci sarò


Cara mammissima del cuore mio, oggi è il tuo compleanno,
o sarebbe stato il tuo compleanno,
o sarebbe il tuo compleanno... Come si dice il compleanno di chi non è più dentro queste mani?
In questo bel mese di campi gialli e di giallissimo sole, gli occhi bellissimi tuoi grigioazzurri risaltano parecchio.
E me li guardo fino in fondo, giù giù in fondo, ogni mattina quando mi sveglio ed ogni notte prima di addormentarmi, da quando non sono più figlia.
Già! Mi hai messa in questa condizione di non figliolanza certo! È un po' dura, non te lo nascondo. Non si vorrebbe finire mai di essere figli. Sembra sempre che hai bisogno ancora di qualcosa, un consiglio o per come friggere al meglio le fettine panate, o per come sbiancare le lenzuola che mi vengono ancora grigie,
...per non dire poi di quando ho ancora quel magone lì dentro al cuore, che punge il naso che punge gli occhi e che se ti avessi chiamato - bastava quello - me lo avresti subito risolto, con poche parole brevi sagge... (continua)

adriana ferretti 24/06/2024 - 06:29
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Giambruno B.


Fu illuso dal boom degli anni ottanta sulle nevi del suo Appennino, quando sembrava che per lui si aprissero “le magnifiche sorti e progressive”.
Maestro di sci, ambito dalle turiste dei numerosi alberghi, non si poteva abbassare alla vita e alle donne della piccola frazione.
Aspirava a ben altro!
Furono le successive crisi a far diminuire lentamente l’afflusso turistico e con esso i successi personali.
Lo tradì l’illusione delle settimane bianche, nella quale visse anche la sua vita quotidiana; il tempo lo consumò come il sole scioglieva la neve ogni primavera.
Si ritrovò a dividere il resto della vita e la Punto verde con la sorella, come un vecchio prete.... (continua)

Glauco Ballantini 21/04/2026 - 09:41
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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I lucchetti che aprono dove la notte è più soffice


Le forgiarono tanto tempo fa, ma nessuno sa come andarono smarrite.
Erano quattro le chiavi che potevano aprire il suo cuore, e vennero disperse nei punti cardinali.
A Est di una qualunque alba che non fosse la sua, i figli dell’uomo dietro al cappello trovarono la prima delle chiavi.
Accadde che dove il Nord scivola nel nulla, per puro caso la sorella più giovane raggiunse la seconda chiave… e la terza giù a Sud impegnò in estenuanti ricerche, finché non lo accarezzò la morte, il padre.
Nel Sud della sera quello che avrebbe dovuto essere l’amore della sua vita, smise di cercare.
La quarta chiave rimase tra le linee sulla mano della Strega della Notte Infante così l'uomo il cui sangue scorreva come poesia nel vibrato di una prosa, smarrì i suoi passi.


(da Storie dell'uomo col cappello)... (continua)


Mirko D. Mastro 17/02/2024 - 06:39
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iIl mio micino dorme


Il mio micino si è addormentato per sempre, non corre più per essere inseguito, non mi chiama perché ha bisogno, non aspetta più che io torni, non si stende beato al sole, non si stende felice su di me.
Ora è in una fotografia attaccata ad una croce, sembra che mi aspetti ancora. Ed io piango perché non posso nemmeno sperare di incontrarlo. L'ho perduto come tutte le cose belle che ora non ho più, posso solo farlo vivere ancora trattenendolo dentro di me. E poi chissà, nessuno sa niente di quello che sarà dopo.
Ti viglio tanto bene micino mio, ciao Reddy ti penserò sempre.... (continua)

GIOVANNI PIGNALOSA 16/06/2024 - 16:14
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Il caffè del sabato.


Alzò il bavaro del cappotto; il vento della mattina presto era ancora pungente e gli sfrezzava il viso, ma presto il clima sarebbe migliorato. Era ancora inverno, ma già uno scorcio di primavera era visibile. Camminava rapido, come ogni sabato, deciso ad arrivare al suo solito bar. Già immaginava la scena: il barista che lo salutava, le solite battute sul lavoro e il tempo, e il suo solito caffè.
Pregustava già il momento quando, svoltato l'angolo, la serranda abbassata lo colpì come un pugno in pieno viso. La città intorno era la solita, ancora sonnecchiosa, con i negozi che ancora dovevano aprire e i passanti che si muovevano rapidi, incuranti del suo piccolo dramma mattutino. Scosse il capo e tirò avanti: restare a guardare la serranda non aveva molto senso. Sarebbe andato al bar vicino al suo ufficio; non era quello che voleva, ma era meglio di niente.
Camminava veloce, scocciato per quella deviazione imprevista, quando un piccolo locale attrasse il suo sguardo: non lo aveva mai ... (continua)

Marirosa Tomaselli 01/02/2026 - 10:47
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