RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Fuoco di paglia


Lo so, con un gesto non puoi cancellare la memoria, distruggendo fotografie non distruggi i ricordi; ma quando pensi di averle eliminate tutte ormai da tempo immemore, quando credi che lì, nell'intimità della tua stanza, nell'intimità dei tuoi cassetti, non vi sia più nulla di sporco, nessuna faccia da cui possa colare fetida saliva ad avvelenarti il presente, nessun volto con stampato un sorriso beota intriso di letame, nemmeno il tuo quando non eri ancora tu, o eri un altro te pur essendo già allora sempre e nient'altro che te stesso o cercando di esserlo, il tuo volto che abbozza un timido sorriso di fronte a un fotografo per il quale lì tutti erano uguali, perché lui metteva a fuoco noi, mentre io avrei messo volentieri a fuoco tutti loro, bruciando i loro sguardi denigratori. E questo un giorno ho fatto con le loro versioni stampate, così come mille volte li ho uccisi con la penna e la fantasia; e credevo di aver ucciso tutti i vari volti che mi hanno accompagnato per anni,ma cosa... (continua)

Gilles Garufi 25/11/2014 - 15:06
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Gabbie


GABBIE

La favola di Pinocchio mi aveva colpito. Da bambino mi sentivo uguale a Pinocchio. Insofferente alle regole, spavaldo, sventato. E ingenuo.
Dopo le medie non ne avevo voluto sapere di proseguire gli studi: in contrasto con i miei preferivo i lavori manuali e, alla fine, mio padre mi aveva trovato un posto in officina.
Mani e toni blu unti tutto il giorno.
Il piacere della lettura, però, non mi abbandonava e quando potevo vi dedicavo del tempo. Leggevo un po’ di tutto compresi i fumetti e le avventure di Tex.
Mio nonno, che aveva in testa la Prima Guerra Mondiale e quella retorica da vecchia generazione, si fregiava di aver combattuto sul Carso nello stesso battaglione di Giuseppe Ungaretti: non l’aveva conosciuto personalmente ma ne teneva la foto in camera, accanto alla sua di decorato.
Di Ungaretti mi colpivano le poesie scaturite dal diario di guerra, in particolare la lirica intitolata I Fiumi: quell’ardere di inconsapevolezza nelle pianure del Nilo e quel rimescolar... (continua)


Giovanna Sottosanti 15/05/2024 - 18:11
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Galline, quattro stagioni


“Pio, pio...”

Entravi in casa ed un giorno sentivi che erano arrivati. Le galline comparivano da nonno sotto forma di pulcini dorati che durante l'inverno abitavano in casa, in uno scatolone.
Solitamente venivano posti nel piccolo ingressino, quasi a miracol mostrare, un pigolare continuo. Il posto era anche stategico perchè non ingombravano il piccolo soggiorno e poi erano accanto alla stufa a legna che li teneva al calduccio.
Ne servivano una mezza dozzina perchè la selezione naturale prevedeva che qualcuno non ce la facesse.

In primavera, sbozzolati e rimasti solitamente in non più di quattro, venivano alloggiati in un gabbiotto esterno per acclimatarsi. Ormai erano ingombranti in casa e non potevano più stare nell'angusto scatolone di cartone.
Fuori ad accoglierli il freddo che in alcune notti era ancora pungente perchè la conquista del mondo esterno era dura per galline con la crestina ancora a raso che non erano ancora prontissime per la vita adulta. Ma chi lo è “in qu... (continua)


Glauco Ballantini 16/03/2017 - 15:50
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Gemma


Paziente:- GEMMA! GEMMA! GEMMA! VIENI! GEMMA!
Io: -Signora, cosa c'é? É tutto il giorno che continua ad urlare "Gemma"! Chi dovrebbe essere? Qui in reparto non c'é nessuno con quel nome-.
Paziente: -Ah non lo so,mica la conosco.-
Io: -E allora perchè continua a chiamarla, qui nessuno si chiama Gemma, non esiste e non verrà mai. Per cui perchè continua ad urlare il suo nome? La smetta, la sua compagna di stanza vorrebbe riposare.-
Paziente: -Cosa dovrei fare? Gemma é tutto quello che so. Quindi la continuo a chiamare e spero che mi senta.-
Io: -Ok.-
Quella risposta mi zittì, aveva ragione. Logico.
Rimasi colpito, non avrebbe mai visto Gemma, ma ostinatamente la cercava.
Il suo appello era destinato a riecheggiare eternamente inascoltato tra i lunghi e trafficati corridoi della clinica.
Un po' triste pensai.
Ma un pensiero sottile continuava a ronzarmi in testa: dopotutto al mondo esistono ancora dei sognatori.
La giornata prese una bella piega.
Per un momento av... (continua)

Mattia Bucco 05/09/2018 - 02:32
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Gilda


Mia mamma non aveva latte e quello della nostra mucca non era sicuro. Fortunatamente vicino a noi viveva una famiglia in cui era nata una bimba e la mamma aveva latte per tutti e due. Si chiamava Gilda, aveva appena ventidue anni, e mi allattò per un anno.
Mia mamma e Gilda divennero molto amiche e io crebbi con queste due donne che mi coccolavano. Gilda era mora, bella e procace e aveva capelli lisci e luminosi. Crescendo mi ero un po’ innamorato di lei ed ero felice quando la vedevo.
Un giorno, avevo tredici anni, venne a portarci delle mele. Mia mamma andò a dare da mangiare agli animali e io rimasi con lei.
Non so cosa mi prese, ma a un certo punto le dissi:
«Gilda, mi fai vedere il seno?»
Lei sorrise poi divenne seria, ma si sbottonò la camicetta e rimase così per qualche secondo.
Poi si riabbottonò, aveva gli occhi umidi. Mi passò una mano nei capelli e se ne andò.
Gilda non entrò mai più in casa mia.

Sessant’anni dopo, sono con mio figlio per funghi. In un sentiero inc... (continua)


Eriot Toire 04/08/2023 - 15:08
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Gilera 125


Sapeva solo dirti di pulire le cromature e ingrassare la catena della bicicletta per mantenerla bene ma non era in grado neanche di cambiare una candeletta di un motorino; però si comprò la moto, che a me bambino sembrava enorme.
Prese il patentino dopo la pensione e metteva la prima marcia con le mani, perché non aveva sensibilità col pedale del cambio.
“La prima su, poi le altre giù.”
Quando arrivava nella piazzetta del paese, col suo casco arancione e la visiera staccabile, sembrava Agostini. Il suo essere attore completava la messa in scena.
Una volta cadde, da fermo, mentre cercava la marcia, ma quel giorno non lo vide nessuno.... (continua)

Glauco Ballantini 27/10/2025 - 09:53
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Giocare con il tempo


In un grande cassetto di un vecchio comò ho riposto vari ogetti,non sono d'oro ma preziosi ricordi del cuore,
c'è un pò di tuttoin quel cassetto!
Cartoline,albun di fotografie,spille dorate doni di amiche
care e alcune ormai non ci sono più,c'èun vecchio cannocchiale ricordo di papà, piccoli doni dei miei figli,un bel ventaglio era della mia mamma, vari piccoli doni. Ma c'è una scatola dove ho riposto varie foto, le tengo libere senza una data,alcune scattate lontano nel tempo altre pù recenti nei periodi della mia vita.
Mi piace vederle così mischiate tra loro e girate come se fosse un mazzo di carte. Ora ne prendo una e la giro,non sò mai cosa c'è nella fotografia e mentre l'immagine appare la mente inizia a pensare! E' il gioco a ritroso nel tempo
ed io comincio a giocare.
Ecco, la prima foto la giro è di mio padre, non era bello ma aveva un magnifico sorriso un uomo di grande fascino, remoti ricordi mi attraversan la mente, le sue premure quando giocavo con lui, i suoi ... (continua)

giuliana marinetti 27/08/2017 - 11:01
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Giochi per il mio computer (GMC)


Quando ero adolescente, nelle stagioni estive sgobbavo in un negozio di articoli casalinghi come commesso magazziniere. Da buon gamer, la modestissima paga di cinquanta euro alla settimana, la spendevo perlopiù in edicola in svariate riviste. Giochi per il mio Computer (GMC) era la mia preferita, alla quale rimasi fedele per degli anni. Oltre i CD o i DVD contenenti le demo, cioè le versioni dimostrative delle ultime novità, tale testata allegava giochi completi di tutti i generi, magari un po' vecchiotti, ma pur sempre godibili.
Dopo la maturità, ci diedi un taglio a favore di altri hobby, per l'esattezza a guardare film, serie tv e alla lettura di libri narrativi, prediligendo i formati digitali. A distanza di circa un ventennio, per motivi affettivi, conservo centinaia di riviste in uno scatolone, mentre i numerosi dischi ottici nei cassetti di una scrivania e di un comodino.
Nel rievocare il periodo della scuola, andavo a faticà (napoletanismo docet) solo il sabato e di consegue... (continua)

Giuseppe Scilipoti 26/06/2023 - 15:48
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Giornata


Passo in mezzo alle gente,ne sento i discorsi, i vari accenti tutto sembra ovattato.
Alcuni mi rimangono in mente,ci rifletto passeggiando anche io. Non conosco nessuno,non interagisco.
Continuo a camminare per il viale tranquillamente.
E’ difficile interagire con chi non si conosce anche perché le persone stanno parlando fra di loro.
C’è mercato si sentono anche urla, grida, banchettari che attraggono le persone.
Non ho soldi e non ho voglia di spendere, unico modo per interagire se non accompagnato.
Continuo a camminare sempre lentamente, cerco di passare il tempo. Faccio una ventina di giri per il viale.
Il tempo comincia a non passare i discorsi della gente cominciano a irritarmi. Più passeggio più mi irritano.
Cambio zona vado dietro la piazza, qui non c'è più nessuno, un monumento ai caduti recintato su cui non ti ci puoi sedere, le panchine vuote.Continuo a camminare vado verso il mare. L’aria è frizzante ,odore di salsedine, questo è piacevole. Tiro un gran respiro ... (continua)

Daniele Foglini 19/02/2017 - 18:51
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Giro di vita (personaggi coinvolti e impronte)


Lui è un operaio specializzato, se non fosse per lo stipendio magro.
Da 19 anni esce con l’alba e le sue ore, nere dell’asfalto delle statali, sono fatte di pensieri e musica dall’autoradio oppure fatte di parole già dette e compromessi.
Vorrebbe fare il poeta e da qualche anno aiuta un vecchio poeta con il suo sito specializzato, anche se nei ritagli di tempo.
Più giovane e meno pratico aveva rinunciato a donne e amici per notti da scrivere e giorni neri di autostrade, di quelle che corrono dietro sogni che paradossalmente hanno trovato spesso e volentieri le famigerate porte… aperte, ma con accanto all’ingresso un cesto con dentro travestito da obolo, un balzello come sinonimo di gabella.
Lasciando stare i poetismi, proprio quando quelle strade lo avevano oramai portato a vivere magramente, d’improvviso lo condussero a lei che raccoglieva conchiglie in riva al mare e pareva sapesse sempre da che parte soffia il vento, solo guardando la sabbia. Con lei aveva di nuovo sei anni e ri... (continua)

Mirko D. Mastro 15/11/2021 - 06:10
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