RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'enigma del colabrodo. Domanda: come si fa ad avere un colabrodo pieno d’acqua?
Risposta: beh, facile, basta versarcela dentro. No? Come? Sono un idiota? Può essere. Ma non aspettatevi che lo ammetta. Faccio semmai un’altra domanda: se degli idioti (o forse no, ma che si comportano da idioti, magari per mascherare qualcos’altro) vengono eletti in parlamento, e a guidare un paese, le persone che li hanno votati come stanno a capacità cerebrali? E… a proposito… voi andate a votare, di solito? Lo ammetto, l’inizio di questo scritto non è molto garbato. Ma pecca di eleganza il problema che intende affrontare, così l’incipit non può non risentirne. Facciamo pace, e torniamo al colabrodo. Così, non sarebbe intelligente la mia soluzione, quella di versarci acqua dentro. Giuseppe Bauleo 29/11/2014 - 06:56 commenti 1 - Numero letture:1464
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'equilibrio della metà Ho sempre pensato che la metà fosse l'equilibrio per ogni cosa, un punto di incontro, di stabilità. La metà intesa come né troppo né troppo poco, né lungo né corto, né bianco né nero. Quindi il grigio sarebbe una metà. Allora ho cominciato a chiedermi, perché quel colore non piace a nessuno? Perché fa venire malinconia e tristezza a chi lo vede?
Osservando la metà di ogni cosa, quindi, mi sono accorta che non era come pensassi. Quella metà, in realtà, è vuota, non è una parte e neanche l'altra, è un miscuglio che ti dà l'illusione di essere perfetto, ma è così confuso. Ti da l'impressione di avere un po' di tutto, ma invece hai un po' di nulla. È come la questione del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, dipende dalla prospettiva, ma soprattutto, dipende da te. Tocca a te scegliere cosa vedere, a cosa dare peso, se prendere in considerazione una parte piuttosto che l'altra. Ma in realtà quella parte non sarà mai abbastanza perché manca... (continua) Green Eyes 31/10/2015 - 14:10 commenti 1 - Numero letture:1327
L'errore L'autunno addobbava i giardini in letti di foglie secche e scricchiolanti, poi ammucchiate in grandi cumoli dai domestici. Agata amava tuffarsi dentro quelle praterie ampie e profonde, le ricordavano il mare, miraggio d'un estate ancora lontana. Dopo scuola era il suo primo pensiero. Le foglie le si intrecciavano tra le ciocche bronzee dei capelli e tra i costosi e variopinti vestitini che adorava indossare in ogni stagione. Quella dolce e bella bambina di appena sei anni poteva desiderare qualsiasi giocattolo, tanto ricca la sua famiglia, eppure nulla era meglio di giocare in giardino con quel che offriva la natura. Era così diversa Agata dagli altri bambini della sua età, diversa da tutti quei fanciulli che non potevano permettersi una balia, che possedevano giocattoli usati e rotti, che ricevevano un bacio sulla fronte prima di andare a dormire o un semplice abbraccio prima di andare a scuola, che al mattino trovavano i genitori ad aspettarli e non la casa vuota. Ad Agata certi &qu... (continua)
Sildom Minunni 11/04/2017 - 13:11 commenti 4 - Numero letture:1638
L'essenza del genio Il giorno in cui decise del suo futuro, si accorse pure dei piedi che gli schiacciavano il naso e dei sassi che aveva nello stomaco. Non era niente di speciale; giusto l’essenza del genio. Il suo futuro doveva essere ‘Utopia’.
Quella mattina, così presto, si alzò dal letto pieno di voglie. Si disse che l’Utopia andava creata, e poi toccata e poi vissuta. Finché, certo, qualcuno non l’avrebbe ridimensionata. Infilò un paio di jeans e una maglia bianca e vecchie scarpe rosse. Lassù sulla collinetta pareva che qualcuno lo attendesse. Tirava il vento gelido che purifica e che spazza tutto. Utopia significava scappare. Abbandonare. Far soffrire. Soffrire. Essere umiliato e umiliare. Anche questo significava Utopia. E i benpensanti sarebbero crepati d’invidia, e gli amori ‘andati’ non avrebbero mai inteso i motivi, ancora cercando le cause di qualcosa. L’Utopia sarebbe stata privazione, come l’Amore, e sarebbe stata Libertà, come l’Amore. Dal finestrino del treno scorgeva i paesaggi ... (continua) Luca M. 16/08/2015 - 00:30 commenti 0 - Numero letture:1465
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'ILLUSIONE DEL MOMENTO Lei non era ancora pronta.
Era molto giovane. Di magra costituzione , ma da qualche settimana aveva messo su pancia.
Gabriele Salucci 14/06/2017 - 11:52 commenti 4 - Numero letture:1362
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
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01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
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