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IL TORMENTONE

Arriva in corsa, il tormentone,
perchè di turno, c'è l'imbroglione,
quello che si pone tra la voglia e la passione;
quello che si muove tra la realtà e la finzione,
con l'inganno e la viltà,
e la forza della persuasione.
Il suo nome è Barabba:
il cognome pare, non ce l'abbia;
e spazia in lungo e largo,
tra Trieste e la Calabria;
e anche in Sicilia, se le garba,
ogni tanto vi si spinge;
non parla l'italiano
o se lo parla, non lo mastica bene,
e di tutte le cose terrene,
crede di avere le chiavi in mano.
In Italia, oggi in giro, ce ne sono una marea,
in ogni luogo, in ogni lago,
da Trieste a San Cono;
ma il primato spetta a Roma,
ove c'è qualcuno, che lo detiene.
E' gentile e anche in gamba,
parla piano e a gesti, incanta:
a chi incontra, stringe la mano,
e per molti secondi, gli si incolla;
dalle apparenze sembra umano;
in giacca e cravatta tiene banco
ed è anche un pò...ruffiano;
avvolge tutti quanti con la sua simpatia:
parla, parla, e dice la sua,
sembra uno qualunque, ma si atteggia a... Messia!
Parla con garbo, anche se ogni tanto si arrabbia:
non per niente, è chiamato... Barabba!


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Poesia scritta il 08/11/2016 - 23:31
Da francesco la mantia
Letta n.1484 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Gran bel tormentone la tua poesia...simpatica e profonda da spazio all'immaginazione!!! Barabba!
Complimenti Francesco per la tua sagacia poetica

margherita pisano 09/11/2016 - 23:45

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altrochè se è ruffiano

laisa azzurra 09/11/2016 - 13:24

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Un tormentone nostrano... argutamente poetizzato.
Lieta giornata Francesco.
*****

Rocco Michele LETTINI 09/11/2016 - 09:18

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