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Lasciate che le campane suonino

Andiamo fuori a fare una passeggiata,
a respirare l’aria della primavera,
a vedere i tanti che sono vissuti e sono morti,
a vedere l’eterna stella d’oro,


a vedere tutti quelli che ci hanno preceduto,
tenendosi stretti all’orlo del tuo vestito
per tutto il cammino, dalla Trinacria
fino al tuo dolce e ultimo amen.


Lasciate che le campane suonino,
lui è cosa vera,
lasciate che le campane suonino,
lui è cosa vera.


Prendi questo tuono assordante.
Prendi questo pane e questo vino,
non è il tuo passaggio che ci rattrista,
ma il mondo che ti sei lasciato alle spalle.


Bene, non respirare, non emettere alcun suono
e guarda la tua opera potente
che si alza come una torre sopra il terreno disinteressato,
di un mondo più povero e più buio.


Lasciate che le campane suonino,
lui è cosa vera,
lasciatele suonare,
lui è cosa vera.


Ci sono alcuni di noi che non sanno legare nemmeno i lacci delle tue scarpe,
ma devono restare dietro le tue spalle per dare la loro testimonianza,
attraverso un blues elementare.
Così andiamocene fuori a camminare, è tardi.



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Poesia scritta il 10/03/2017 - 18:17
Da Giulio Soro
Letta n.1530 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


spettacolare!

laisa azzurra 11/03/2017 - 21:39

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Ottimo lavoro le cui considerazioni aprono un ampio spettro di riflessioni sulla nostra esistenza e nel modo in cui trasitiamo da questa all'altra vita......Complimenti, ciao

Francesco Scolaro 11/03/2017 - 12:55

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