Mi sentivo così, avevo due padri
il mio, meraviglioso, presente, sempre al mio fianco
l’altro, ideale, Umberto
che mi regalò il sogno
di sentirmi parte di una comunità
sincera, vera, amica,
semplicemente parte di me.
Così, il 19 Marzo 2026, nella festa dei padri
sei andato via
e io sono rimasto qui
disperatamente alla ricerca di qualcosa
che parla di te.
E quel giorno a Pontida, ho gridato il tuo nome
come un disperato che ha perso il suo padre ideale.
Mi manchi, sono partito da Pontida
un viaggio nella mia solitudine
dicendoti dentro me, grazie.
Di nuovo ripartirò, di nuovo mi ritroverò
ma senza di te, caro Umberto,
sarà dura perché sono ancora più solo…
Prega per me,
Dio ci farà rincontrare,
in un profondo rapporto umano.
il mio, meraviglioso, presente, sempre al mio fianco
l’altro, ideale, Umberto
che mi regalò il sogno
di sentirmi parte di una comunità
sincera, vera, amica,
semplicemente parte di me.
Così, il 19 Marzo 2026, nella festa dei padri
sei andato via
e io sono rimasto qui
disperatamente alla ricerca di qualcosa
che parla di te.
E quel giorno a Pontida, ho gridato il tuo nome
come un disperato che ha perso il suo padre ideale.
Mi manchi, sono partito da Pontida
un viaggio nella mia solitudine
dicendoti dentro me, grazie.
Di nuovo ripartirò, di nuovo mi ritroverò
ma senza di te, caro Umberto,
sarà dura perché sono ancora più solo…
Prega per me,
Dio ci farà rincontrare,
in un profondo rapporto umano.
Poesia scritta il 28/03/2026 - 13:59Da Paolo Pozzi
Letta n.1 volte.
Voto: | su 0 votanti |
Commenti
Nessun commento è presente
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.


