T'ho sognata,
quella tua figura minuta
mi circondava di piccole premure,
aveva tante cose da raccontarmi,
come se io fossi tornata da un lungo viaggio.
Quei tuoi piccoli e saggi proverbi
che mi apostrofavi sempre
quando mi sentivi borbottare.
Noi due sul letto grande,
io che ti correvo appresso
per guidare i tuoi occhi ormai stanchi,
io che tante volte me ne sarei andata via da casa
per venire a vivere con te.
Tu che mi insegnavi a vivere e mi confortavi
quando me la prendevo troppo a cuore,
orgogliosa come lo sono stata sempre,
io ti avrei... mi sei tanto mancata...
Quante volte di notte,
il cuscino bagnato, il volto rigato,
mi riaddormentavo.
Io che non credo più
sfioro sovente la soglia dell'ateismo
più freddo e incontrollabile,
non distinguo più le piccole cose,
è come se già a vent'anni aspettassi la morte
stanca di vivere, senza entusiasmi,
con la noia al mio capezzale.
Gli altri mi dicono che la fede in questi casi
fa frutto del ricordo e aiuta a vivere
ma loro non sanno
che per chi non crede crolla tutto,
esplode un dolore atroce
che pervade e fiacchisce le tue membra,
impazzisce il tuo cervello.
Loro non sanno
come l'alba ti ritrova e la notte t'accompagna.
Questa notte la mia mente
t'ha cercata, t'ha chiamata,
eludendo le barriere che da allora ci dividono
e come allora t'ho rivista.
quella tua figura minuta
mi circondava di piccole premure,
aveva tante cose da raccontarmi,
come se io fossi tornata da un lungo viaggio.
Quei tuoi piccoli e saggi proverbi
che mi apostrofavi sempre
quando mi sentivi borbottare.
Noi due sul letto grande,
io che ti correvo appresso
per guidare i tuoi occhi ormai stanchi,
io che tante volte me ne sarei andata via da casa
per venire a vivere con te.
Tu che mi insegnavi a vivere e mi confortavi
quando me la prendevo troppo a cuore,
orgogliosa come lo sono stata sempre,
io ti avrei... mi sei tanto mancata...
Quante volte di notte,
il cuscino bagnato, il volto rigato,
mi riaddormentavo.
Io che non credo più
sfioro sovente la soglia dell'ateismo
più freddo e incontrollabile,
non distinguo più le piccole cose,
è come se già a vent'anni aspettassi la morte
stanca di vivere, senza entusiasmi,
con la noia al mio capezzale.
Gli altri mi dicono che la fede in questi casi
fa frutto del ricordo e aiuta a vivere
ma loro non sanno
che per chi non crede crolla tutto,
esplode un dolore atroce
che pervade e fiacchisce le tue membra,
impazzisce il tuo cervello.
Loro non sanno
come l'alba ti ritrova e la notte t'accompagna.
Questa notte la mia mente
t'ha cercata, t'ha chiamata,
eludendo le barriere che da allora ci dividono
e come allora t'ho rivista.
Piccola nota: scritta qualche anno dopo aver finito le superiori e dedicata a mia nonna Emma, morta quando avevo solo 10 anni.
Poesia scritta il 20/04/2026 - 00:11Letta n.1 volte.
Voto: | su 0 votanti |
Commenti
Nessun commento è presente
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.


