È legno di tiglio, divelto
dalla veemenza distruttrice di Vaia,
lo scultore lo osserva... in silenzio...
Scrutando quel magnifico tronco
la sua mente vaga e rammenta:
lunghe camminate nei boschi,
i piedi affondare nelle radici degli alberi,
l'abbraccio e l'abbandono ai loro corpi statuari,
stupore e magia liberarsi al contatto
ed un profumo inebriante calmare i sensi.
Ora sotto cadenze ritmate di scalpelli,
sgorbie e raspe le sue mani modellano,
levigano, affinano il legno,
là dove già vibra lo sguardo
d'una madre con bimbo in seno,
genesi di un battito cosmico.
dalla veemenza distruttrice di Vaia,
lo scultore lo osserva... in silenzio...
Scrutando quel magnifico tronco
la sua mente vaga e rammenta:
lunghe camminate nei boschi,
i piedi affondare nelle radici degli alberi,
l'abbraccio e l'abbandono ai loro corpi statuari,
stupore e magia liberarsi al contatto
ed un profumo inebriante calmare i sensi.
Ora sotto cadenze ritmate di scalpelli,
sgorbie e raspe le sue mani modellano,
levigano, affinano il legno,
là dove già vibra lo sguardo
d'una madre con bimbo in seno,
genesi di un battito cosmico.
Piccola nota: la tempesta Vaia colpì duramente il Bellunese, ne sconvolse il paesaggio dolomitico. Fu un evento metereologico estremo, con raffiche di vento e pioggie torrenziali, che abbatterono milioni di alberi nell'ottobre del 2018.
Gli artisti con il legname recuperato dalla tempesta hanno potuto creare opere d'arte. Tra gli altri i tronchi di legno chiaro, come il tiglio è stato adoperato per sculture intime, raffiguranti figure umane e divenendo così simboli di resilienza e rinascita.
Una tragedia ambientale, fu un'opportunità di arte e memoria storica, con grande fruizione di bellezza.
Poesia scritta il 24/04/2026 - 08:04Letta n.1 volte.
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