I pensieri sono sillabe di luce,
schegge di un istante rapito all'eterno,
nell'etere dove l'universo respira.
Esistono confini che lambiscono memorie,
cespugli intrisi di racconti antichi,
che misurano la soglia dei venti d'incanto,
oppure si infrangono contro parole d'impulso,
lame taglienti, parole di troppo.
Il male che nasce dall'inquietudine,
dal non saper abitare il proprio vuoto,
è un veleno che divora ogni cosa,
chi ci sta accanto e, inesorabile, noi stessi.
In questo naufragio, l'unico approdo
è ritrovare il proprio piacere,
la propria gioia. Qualunque essa sia,
sia essa la benvenuta.
schegge di un istante rapito all'eterno,
nell'etere dove l'universo respira.
Esistono confini che lambiscono memorie,
cespugli intrisi di racconti antichi,
che misurano la soglia dei venti d'incanto,
oppure si infrangono contro parole d'impulso,
lame taglienti, parole di troppo.
Il male che nasce dall'inquietudine,
dal non saper abitare il proprio vuoto,
è un veleno che divora ogni cosa,
chi ci sta accanto e, inesorabile, noi stessi.
In questo naufragio, l'unico approdo
è ritrovare il proprio piacere,
la propria gioia. Qualunque essa sia,
sia essa la benvenuta.
Poesia scritta il 26/07/2026 - 21:07Letta n.1 volte.
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