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il mistero della fanciulla dai capelli rossi.

In una gelida notte invernale,del mese di dicembre,dell'anno 1'100 d.c,in uno sperduto borgo lombardo,si udirono riecheggiare nell'aria delle voci che pronunciavano antiche formule:"nasci nell'universo,e muori nell'universo,poiche tutto il tuo tempo non sia mai perso!".Il mattino seguente,gli abitanti del borgo,furono scossi,nel vedere sui muri delle loro case ,dei disegni,raffiguranti una fanciulla,un serpente,e degli strani simboli,alcune persone cercarono di lavarli via ,ma niente da fare ,i disegni rimanevano.Nessuno sapeva il perche di quello strano fatto,ma nonostante lo stupore ,la vita ,nel villaggio,continuava tranquilla.Circa una settimana dopo quella notte,si sentirono di nuovo le voci nell'aria,che pronunciavano le stesse formule,quella notte,nacque una bambina,che fu poi chiamata Elisabetta.Il mattino seguente,gli abitanti,videro con altrettanto stupore che non vi era piu alcuna traccia dei disegni,sulle mura delle loro abitazioni,qualcuno,penso ad una qualche magia,altri cominciarono ad indagare e colpevolizzare di stregoneria alcune donne del villaggio,che poi furono brutalmente torturate e processate.Dopo i processi e le esecuzioni delle presunte "indemoniate",considerate tali secondo la mentalita dell'epoca,ci furono una quindicina d'anni senza esecuzioni e processi.Intanto Elisabetta era cresciuta ed era diventata molto bella,aveva molti pretendenti,ma lei non voleva ancora sposarsi,nonostante sua madre Anna ,continuasse a rimproverarla per questo,e a cercarle dei buoni partiti matrimoniali.La fanciulla era solita, curare bene la sua persona:al mattino,appena sveglia si lavava con acqua e limone,e poi spazzolava bene ed'accuratamente,i suoi lunghi capelli rossi,si vestiva ,mangiava ed usciva per dare una mano a lavorare la terra.Un giorno Elisabetta ,mentre andava a lavorare,incontro una signora anziana,dai modi piuttosto strani,(la signora,volle offrirle la sua compagnia),la ragazza accetto un po sospettosa,andarono a piedi in una vecchia casa signorile,dove gli interni erano in pietra arenaria,e gli arredi in legno dal colore naturale.La signora decise di insegnare alla fanciulla tutto il suo sapere.Elisabetta si presentava tutti i giorni a casa della donna,imparo a leggere e a scrivere,in lingua corrente ed in latino ed anche in greco,imparo la matematica,la storia,e le scienze naturali,e gli usi ed i principi delle erbe ,in cambio puliva le stanze e cucinava per la donna.Intanto gli anni passavano,ed Elisabetta diventava,sempre piu colta e bella,ma rimaneva nubile.Un giorno al villaggio,ci fu un invasione da parte di alcuni soldati,ci furono vari saccheggi ,molte persone furono uccise,e molte donne e bambine furono portate via e violentate,tra di esse vi era anche Elisabetta,che fu portata in un bosco vicino a Pavia,la fanciulla ormai venticinquenne,era molto triste ed arrabbiata,pianse lacrime amare per quello che subi e vide,ma cerco di non perdersi d'animo,cerco del cibo,e poi si mise in cammino,non fece mai piu ritorno al borgo,ma da quel giorno nel paese,durante le ore pomeridiane si odono le urla dei soldati e degli antichi abitanti,si sentono pianti,rumori di passi e di armi,e compaiono alcune figure evanescenti,e durante le ore notturne appare all'entrata del paese lo spettro di una donna bellissima dai capelli rossi,che piange e canta,attraversando le mura delle abitazioni.



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Racconto scritto il 08/08/2011 - 22:38
Da pampinia zambelli
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