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IL PAESE DOVE NON SI VEDE IL MARE

La ragazza si passò una mano tra i capelli, arruffati dal vento. Era tornata lì per una scommessa con sé stessa, e alla fine non si era sbagliata, quel luogo, la città dove era nata, non era cambiato per nulla. Tutto sembrava uguale, non erano cambiate le abitudini, non era cambiata la gente che camminava in fretta guardando dritta davanti a sé, non era cambiato lo stato delle strade, anche se erano cambiati i nomi delle vie, anche i palazzi le sembravano uguali a come erano nei suoi ricordi. Tutto era esattamente come lo ricordava, la polvere, i ragazzi in motorino o quelli seduti sulla scale del municipio, l'aria che si respirava, tutto era rimasto immutato, eppure quella città non somigliava affatto alla prigione dei suoi ricordi. C'era qualcosa, qualcosa che ora gliela faceva apprezzare e per ironia della sorte, o per uno strano scherzo del destino era lo stesso motivo per cui se ne era allontanata, tanti anni prima. Si passò ancora una mano tra i capelli. Quando il vento decideva di soffiare, soffiava sempre forte, scompigliando pettinature e pensieri. Continuava a camminare tra quelle strade che conosceva a memoria, respirando un poco dell'aria della sua infanzia.
Una folata di vento la fece fermare. Si sentiva un forte odore di salsedine. Ecco una delle caratteristiche di quella strana cittadina, da lì il mare non si poteva né vedere né si poteva sentirne il rumore, perché era posta in una pianura tra due catene montuose, eppure era così vicino che se il vento soffiava nella giusta direzione se ne poteva sentire l'odore.
Riprese a camminare, immersa sempre più nei suoi pensieri e nelle sue riflessioni, senza badare a nient'altro che a quelle considerazioni che passo dopo passo le si affacciavano alla mente.
Così assorta non si accorse dell'uomo che veniva nella sua direzione, e vi andò a sbattere contro. Per poco non caddero a terra entrambi. Poi si riconobbero. Bastò uno sguardo ed un mezzo sorriso, il cuore di lei fece una capriola, quello di lui lo seguì a ruota. Possibile che dopo tanti anni quel legame, quel sentimento fosse rimasto immutato? Eppure non si vedevano dai tempi del liceo. Erano lì l'uno innanzi all'altra, le bocche vicinissime si scambiavano il respiro, gli occhi si parlavano muti, e mentre il vento soffiava il suo sapore di mare, e il sole tiepido dei primi di giugno, andava spegnendosi d'arancione sbattendo sui muri dei palazzi, in quel tramonto cittadino, loro si sciolsero in un bacio.


Ogni riferimento a fatti o cose reali è puramente casuale
in quanto il racconto è frutto della fantasia dell'autrice




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Racconto scritto il 20/11/2015 - 11:51
Da Marirosa Tomaselli
Letta n.483 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Molto brava Marirosa, in questo racconto descrivi con dovizia il ritorno della protagonista nel suo paese natale puntando principalmente sulle sensazioni e sulle ambientazione, c è della suggestiva poesia. Ho apprezzato il romantico finale. La tua indole romantica nei racconti e nelle poesie fin'ora lette la distribuisci attraverso i tuoi racconti in maniera a dir poco eccellente. In conclusione ti ringrazio per le emozioni che mi hai suscitato in questa tua opera!

Giuseppe Scilipoti 09/01/2017 - 01:50

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Complimenti, sono tanto contenta per te!
Con affetto
Nadia

Nadia Sonzini 13/12/2015 - 20:33

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Complimenti e congratulazioni...un bellissimo racconto Marirosa...

margherita pisano 09/12/2015 - 18:55

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Complimenti Marirosa!! Un racconto molto ben scritto e romantico, Buona serata,

Chiara B. 09/12/2015 - 18:22

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Complimenti Marirosa per il tuo riconoscimento e per questo intenso racconto ben scritto,un sincero applauso ed un brava!

Carla Davì 09/12/2015 - 08:41

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Bravissima e complimenti per il podio...una buona giornata Marirosa

Anna Rossi 09/12/2015 - 04:35

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Un incontro d'amore, ben descritto e caratterizzato. Forse si doveva dare un po' più di consistenza ai pensieri della ragazza, che invece sembra soffermarsi solo sull'atmosfera dell'ambiente.

Giuseppe Novellino 20/11/2015 - 18:13

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