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IL POETA: RE DEI PAGLIACCI

Nell’odierno mondo, distratto e "tarantolato" dove nessuno legge più, vedi moltissime persone nei luoghi più disparati attaccate in permanenza agli smartphone e alle app., sempre in apnea col tempo che “non c’è”.
Nel migliore dei casi ti leggono per non più di mezza pagina formato A4, e il ruolo del poeta così bistrattato è quello di un "vaso di coccio" di manzoniana memoria che viaggia insieme a migliaia e migliaia di "vasi di ferro", dove l'espressione dominante è solo ed esclusivamente "il dio denaro".
Le idee espresse dal povero poeta "non rendono" economicamente al mondo della carta stampata, così il poveretto è costretto a cambiar mestiere se vuole guadagnarsi un pezzo di pane.
Scrive quindi nella convinzione (sbagliata) di essere letto ed apprezzato, mentre non s'accorge (poverino) che scrive solo per sè stesso, nella vana illusione di diventare un giorno famoso, nel mondo difficile, amaro e splendido (???) della letteratura (mentre in effetti deve prima morire e poi forse …)
Gli esempi, anche eclatanti, si leggono sui libri di storia e si vedono anche oggi sotto gli occhi di tutti: sono l'amara constatazione di una verità che nessuno - cinicamente -vuole ammettere.
Prosit! Auguri di Buon Natale a tutti i poeti.



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Racconto scritto il 22/12/2016 - 19:50
Da Domenico De Marenghi
Letta n.1500 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


li ai delusi i poeti e poi li saluti, anche se non hai detto niente di nuovo 1 su mille ce la fa

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 22/12/2016 - 20:22

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