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Dramma di un giorno

Era un dì come tutti gli altri , udivo bambini gioire al ticchettio di una campanella scolastica , correre dai propri creatori all'uscita da scuola , era immenso sentire cuori battere a ritmo con la vita , mentre quella stessa notte la madre dell'oscurità stava per disciogliere anime innocenti e senza peccato . Una madre con l'occhio premuroso , rimbocca le coperte al proprio destino , lo scalda con teneri baci , inconscia di quello che le aspetta appena le palpebre dei suoi occhi , esausti dal logorante e struggente lavoro di una giornata , cessano di sbattere contro la sua chiara pelle , pelle di un viso limpido e trasparente , prima che tutto ciò svanisse nelle tenebre . Il vento incomincia ad innalzarsi leggero , sparge la bellezza degli alberi intorno ad un piccolo sentiero , d'un tratto un frastuono interrompe la fantasia della notte , l'immenso giace di vivere . Esistenze sconvolte , possedute dall'ira , una creatura con occhi spalancati , si guarda attorno , stringe forte un giocattolo , senza capire il perché di questa commedia tanto cruente . Si sentono mormorare esistenze abbattute , piene di rancore , affranti dal dolore che madre natura ha recato nei loro animi . Tutto è svanito , fanciulli stringono tra le dita sassolini di terreno umido e freddo , come i corpi che giacciono sul ciglio della strada , sepolti da speranze e sogni.Il tempo di una nuova alba è giunto,da lontano si sentono ancora pianti e strilli distrutti,di donne e uomini,che hanno perso ciò la vita ha potuto concedergli. Si sentono le campane ,troppo alte e belle per essere colpite, riescono inermi a far sorridere un fanciullo, che nella propria infanzia, ancora crede sia festa.



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Racconto scritto il 24/08/2014 - 13:25
Da Andrea Fabbri
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