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Risacca

-racconto di una piccola prosa che voleva divenir poesia


Lui sarebbe stato disposto a guidare per diverse ore e per diverse ore fare ritorno da dove era venuto, prendere a pigione una camera senza sapere come sarebbe andata con lei.
Lei non gli aveva dato il giusto trasporto, nemmeno un numero di telefono.
La differenza stava nelle lacrime.
Lei ne aveva di calde, raccolte in fazzoletti di sale e seta. Lui, ferme negli occhi a infrangersi come schiuma dai flutti.
Era stato pertanto inevitabile desistere, fin troppo chiaro come sarebbe andata tra loro.
Loro così diversi e così soli; lui in fondo da tutta la vita, lei circondata da persone ma con negli occhi l'abbandono... davanti al mare, di quell'onda che sfiora la spiaggia per non restare.



-liberamente tratto da qualche chiacchiera da bar



(da Caldolana, M.D.Mastro)




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Racconto scritto il 30/03/2026 - 04:33
Da Mirko D. Mastro
Letta n.220 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Diglielo tu al bar, che l'onda è il mare che prende respiro, l'onda è il mare e il mare resta.
Ma la paura quella si, è di tutti.

Etincelle . 30/03/2026 - 13:39

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Uno splendido racconto che lascia anche spazio all'immaginazione del lettore.

Maria Luisa Bandiera 30/03/2026 - 07:30

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