Suggerimenti

     
 

4. Particolarità sui nomi

I nomi invariabili

Sono quei nomi che mantengono una sola forma, tanto nel singolare che nel plurale. Sono:

- i nomi tronchi (la virtù, le virtù - il lunedì, i lunedì)

- i nomi terminanti in consonante (nomi stranieri, di origine latina o di costruzione dotta: il lapis, i lapis - lo sport; gli sport - il tram; i tram; il gas; i gas - ecc..) - i nomi monosillabi (il tè; i tè - il re, i re)

- i nomi con il singolare in "i" (il brindisi; i brindisi - la tesi; le tesi)

- alcuni nomi maschili (il boia; i boia - il vaglia; i vaglia)

- alcuni nomi in "ie" (la specie; le specie e non le speci - la serie; le serie - la moglie fa invece "le mogli" e la superficie può essere le superficie ma anche le superfici)

- alcuni nomi di formazione dotta o tecnica (la radio; le radio - la dinamo; le dinamo)

- i nomi maschili (Andrea; gli Andrea)

- i cognomi (i Colonna; i Rossi)

Il plurale dei nomi in - io

I nomi con la i tonica e quindi con iato fra i ed o (vedi: zio, brusio, mormorio) sostituiscono al plurale la desinenza o con i: zii, brusii, mormorii.

I nomi in -io con la i atona e quindi con i ed o che formano un dittongo (occhio, armadio, ecc..) nel plurale perdono la "o": occhi, armadi, ecc...

Per evitare confusioni in alcuni dittonghi si suggerisce di usare la doppia i finale (principio = principii)

Il plurale dei nomi in - cia e - gia

Quando la "i" delle terminazioni - cia e - gia non è accentata a "i" atona viene mantenuta nel plurale se - cia e - gia sono precedute da vocale (audacia = audacie; acacia = acacie) e viene soppressa se sono precedute da consonanti (lancia, lance; frangia, frange).

Vi sono delle eccezioni: vedi pronuncia = pronuncie e provincia = provincie (ma va bene anche pronunce e province).

Il plurale dei nomi in - scia

Poiché la vocale "i" è puro segno grafico, non ha ragione di esistere nel plurale (fasce, strisce, galosce, bisce).

Il plurale dei nomi in - co e - go

Alcuni nomi in - co hanno il plurale in - ci ed altri in - chi.

Per lo più prendono il plurale in - chi i nomi piani (affresco = affreschi; buco = buchi) mentre i nomi sdruccioli terminano in - ci (medico = medici; canonico = canonici).

Vi sono comunque eccezioni (amico, nemico, greco, porco, fanno amici, nemici, greci, porci) mentre alcuni nomi sdruccioli come carico, strascico e valico fanno carichi, strascichi e valichi.

I nomi in - go fanno frequentemente il plurale in ghi.

Quelli in - logo hanno il plurale in - loghi (dialogo = dialoghi; luogo = luoghi) fuorché i sostantivi in - ologo riferiti a persone (teologo = teologi; filologo = filologi). Lo stesso per quelli in - fago (antropofago = antropofagi).

Molti sostantivi in - co e - go hanno un doppio plurale (traffico = traffici e traffichi; stomaco = stomaci e stomachi; manico = manici e manichi; sarcofago = sarcofagi e sarcofaghi).

I nomi difettivi

Sono quelli che mancano del singolare o del plurale.

Mancano del singolare, ad esempio, nozze, occhiali, stoviglie, spezie, dintorni, mentre mancano del plurale domani, buio, zinco, ecc..


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